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lunedì 20 maggio 2013

GIOCA con Enrico BAJ. I bambini, l'arte e gli amici

Per fortuna che ci sono gli amici.
Mi insegnano la forza, la pazienza, l'esserci. Mi insegnano la bellezza, nella tristezza come nella felicità.

Mi piace sempre mettermi in ascolto, sentire quello che hanno da raccontare.
A Luca piace l'arte, pure quella contemporanea, così mi ha regalato questo piccolo post per V1MB.

 "La Regina Vittoria", 1999. Immagine tratta dal libro "GIOCA BAJ", Morgana Edizioni



Giocare con mio figlio Davide con l’arte di Enrico Baj è per me sempre un piacere. Perché mentre giochiamo, proviamo a raccontarci la storia di uno dei più grandi artisti del nostro novecento: artista che anche una persona inesperta come me può provare ad interpretare. Le tematiche sviluppate negli anni da Baj, trovano facile applicazionenei “momenti d’arte” che io e Davide condividiamo.
"Lego 13", 1963. Immagine tratta dal libro "GIOCA BAJ", Morgana Edizioni
 Parlando ad esempio di totem, di generali e guermantes, di specchi, di idraulica e di velcri, tanto per citare alcuni periodi della produzione artistica dell’artista, tematiche realizzate anche con l’ausilio di materiali poveri e di recupero tra i quali segnalo pezzi di legno, stoffe, passamanerie, bottoni, medaglie pietre colorate pezzi di vetro, ci viene spontaneo realizzare lavoretti che partono proprio dall’utilizzo di tutto ciò, ritrovandoci impegnati ad incollare su fogli, in parte disegnati, tutto ciò che può rendere le nostre “opere” più ricche e belle; proprio nello spirito del grande Maestro.
"Catherine Henriette de Balzac d'Entregos, Marquise de Vernouil, Maitresse d'Henri IV", 1978 (particolare). Immagine tratta dal libro "GIOCA BAJ", Morgana Edizioni
 Certamente le opere di Baj esprimono concetti ed idee nuove ed innovative, sviluppate partendo da uno spirito “fanciullesco” nella quale trova la massima espressione l’intellettualità e la genialità dell’artista. Quello “spirito fanciullesco” che è in ognuno di noi e che a volte non abbiamo la capacità di esprimere.  Grazie a Davide anche io ho potuto riassaporare il mio “essere ancora bambino”, trovando con lui ulteriori momenti di svago e divertimento creativo che ci accomunano e ci fanno crescere insieme. 
Una lezione, quella di Enrico Baj, che auguro a tutti di imparare e praticare.
 "Endukugga", 1995. Immagine tratta dal libro "GIOCA BAJ", Morgana Edizioni


Dopo aver letto le parole che Luca mi ha regalato, ho cominciato a fantasticare, a collegare, come mi capita sempre. 
Mi è tornato in mente un piccolo museo molto strano, La Casabianca di Malo (VI)

25° Anniversario 
(Cliccare per chiudere la finestra)

 dove c'è 
UNA COLLEZIONE PRIVATA DI ARTE CONTEMPORANEA CHE PRIVILEGIA LA DISCIPLINA DELLA GRAFICA, IN UN ALLESTIMENTO DI FORTE IDENTITÀ CREATO DAL COLLEZIONISTA STESSO A PARTIRE DAL 1978.CARATTERISTICHE DISTINTIVE DELL'ESPOSIZIONE SONO IL CONCETTO DEL "PIENO" E L'ASSENZA DEI CARTELLINI ESPLICATIVI, ALL'INSEGNA DI UN APPROCCIO LIBERO ALLE OPERE.
Tra Pop-art, informale, nuovo realismo, arte povera, arte concettuale, body-art e comportamento, post-concettuale e foto, land-art, narrative-art, art-language, fluxus, arte optical, concreta, processuale, graffitismo, mec-art, azionismo viennese, poesia visiva e concreta, minimal-art, nuova pittura, arte segnica e nuova figurazione, iperrealismo, arte oggettuale, astrattismo, trans-avanguardia italiana e straniera, nuovi-nuovi, colore e nuove tendenze, avanguardie storiche e maestri italiani moderni e contemporanei Baj non ci starebbe affatto male. Anzi, non mi ricordo se avevo visto qualche sua opera, ma secondo me c'è.

Mi è tornato in mente "Contemporary Art for Rich Kids", l'impressionante e dissacrante riflessione di Peppo Bianchessi su un certo modo di fare arte contemporanea 


Mi è tornato in mente PIF, "Il Testimone", con le sue perplessità, mentre interroga artisti, critici e collezionisti di arte contemporanea.


E poi ho provato a curiosare un po' in rete. Ho trovato questo bel ritratto del nostro Baj:


Enrico baj
immagine tratta da qui

E ho visto che è stata creata un'App per "fare giocare con l'arte" i bambini sull'iPad.

Anche se secondo me non è proprio la stessa cosa. Preferisco pensare a Davide, Luca, le loro mani incollate, il disastro sul tavolo del salotto, lo sguardo contento ed esasperato di Claudia.
Che se non è arte, è proprio gioco.

2 commenti:

  1. Arte gioco e amici, tre parole che abbiamo molto a cuore anche noi... grazie di questi spunti interessantissimi!

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  2. prego cara! grazie di essere passata a trovarmi ancora una volta!

    RispondiElimina

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