E' da un'anno che il Pulce stava andando in piscina una volta alla settimana per prendere un po' confidenza con l'acqua, ma non c'era verso: cominciava a lamentarsi la sera prima della lezione, diventava blu e batteva i denti al primo minuto a contatto con l'acqua, stava quasi impalato nella vasca mentre l'insegnante impartiva qualche indicazione dal bordo al nutrito gruppetto di bimbi vocianti, poi faticava ad orientarsi nel complesso intrico di corridoi della struttura. Un disastro e un disagio.
Eppure secondo me è importante imparare a stare a galla, a sentirsi un po' sicuri in acqua. E' un grado di libertà in più, una cosa utile da saper fare. La differenza tra andare in bici con o senza rotelle.
Il Cic invece si stava facendo grandino per il solito tran tran casalingo, si vedeva che aveva voglia di qualcosa di più organizzato, e ho pensato di trovare un'attività da fare io e lui.
Così ci siamo buttati nell'acqua, calda: una piccola piscina idroterapica, un corso per me e il Cic, un altro per il Pulce e sono arrivate le soddisfazioni, enormi. Anche per me, per aver capito che bisognava cambiare.
La maestra nuova del Pulce sta in acqua, con pochi bimbi, li guida nei movimenti, dà loro sicurezza, li aiuta a superare difficoltà. Alla prima lezione gli ha fatto provare gli occhialini e metà dei problemi si sono risolti così. Il resto l'ha fatto il puro piacere di stare in un ambiente confortevole e rilassante, semplice. E' arrivato l'entusiasmo di riuscire, e i progressi sono stati immediati. In due lezioni ha imparato a stare a galla, che era l'obiettivo, ma col cavolo che vuole smettere, anzi.
Il maestro del Cic... ci lascia fare. La mia piccola cozza non si voleva staccare, guai a bagnarsi con gli schizzi, figuriamoci la doccia. Eppure un po' alla volta siamo arrivati ad oggi, il mio piccolo rimorchiatore dai braccioli gialli mi porta in giro nella piscina mentre galleggio beata. Come ci siamo arrivati? Prima mi teneva per le due mani, poi con una. Poi gli ho dato in mano due grandi anelli, che io tenevo per il lato opposto, poi ho lasciato uno degli anelli e lo tenevo con l'altro. Infine ho lasciato che si aggirasse per la piscina con la sicurezza di tenere due anelli di plastica in mano, fino a quando non è stato il momento di lasciarli sul bordo, uno alla volta, e vedere che si stava a galla lo stesso, grazie ai braccioli.
Il problema ora è tirarci fuori dalla vasca calda alla fine della lezione, e poi dalla doccia e i suoi vapori.
Facciamo un'altra nuotatina?
E per un attimo si sciolgono le tensioni dei muscoli, lo stress del lavoro. Un attimo tiepido.