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venerdì 25 novembre 2011

Usi e costumi di una LIM (Lavagna Interattiva Multimediale)

Il Pulce frequenta una buona scuola primaria statale, primo anno, tempo pieno.
Lo spirito che traspare dalle comunicazioni del Dirigente Scolastico mi conquista, il clima culturale che comunicano le scelte degli insegnanti è nel complesso coerente e coordinato, mi piace.
Nonostante i tagli e tutte le difficoltà la scuola tiene duro, resiste, vuole portare avanti il suo progetto che mette al centro il bambino, sempre.


Grazie ad un'associazione di genitori molto efficiente molte classi sono già dotate di una LIM, che presto arriverà in tutte le aule. Ma come utilizzare le nuove risorse, i nuovi strumenti didattici? Quali sono tutte le potenzialità (e i rischi)? Non ci avevo mai pensato..

Con l'arrivo della brutta stagione si sta consolidando questa abitudine: nella pausa dopo il pranzo, tempo scuola, prima della ripresa delle lezioni, i bambini si mettono d'accordo per vedere un film portato da casa da uno di loro, e la maestra lo mostra sulla lavagna interattiva multimediale.

Il tempo è brutto, i bambini devono stare nei saloni della scuola; i bambini sono tanti, irrequieti, le maestre faticano a tenerli; i bambini si divertono a guardare i film; non è obbligatorio.

vs

Dopo pranzo i bambini dovrebbero avere occasioni di muoversi in modo da spezzare la giornata passata sui banchi; prima della L.I.M. in qualche modo si trovava il modo di "gestirli"; se il film non è scelto e poi commentato con gli insegnanti non è una occasione di apprendimento; questa abitudine non favorisce la socializzazione; già molti genitori parcheggiano i figli davanti alla tv a casa: la scuola dovrebbe essere da esempio e non allinearsi alla generale deriva. 


Cosa ne pensate?

venerdì 18 marzo 2011

Terra


Mio fratello questo bel poster l'ha trovato qui, ed io prontamente glielo rubo.

Anche se alcuni ricordano che i giapponesi non amano esporre la loro bandiera nazionale perché ha connotazioni negative relative alla seconda guerra mondiale, trovo che quest'immagine renda perfettamente lo shock della catastrofe giapponese nell'immaginario collettivo (occidentale).

Almeno, io sono shockata. Non ho parole, mi serve un'immagine.

E mi vengono in mente le immagini di un documentario (ben più crudo di questo) che ho visto alle superiori, un documentario sugli effetti -nel tempo- delle radiazioni su un uomo in un rifugio antiatomico.

Aver studiato medicina ed aver vissuto le paure di Chernobil non aiuta ad abbassare il livello d'ansia.
Penso ai bambini.

Il livello di tensione resta alto anche perché il Ciccetto è di nuovo malato e insonne.
L'ansia si accumula, non si può sciogliere nel sonno, si somma alle preoccupazioni per una mamma mia paziente (lo so, non dovrei) che vedo tutti i giorni per non imbottirla di farmaci (speriamo che basti).

Un po' le pulizie aiutano. Metto i guanti di gomma gialli e la testa per un po' può farsi i fatti suoi mentre lavo il bagno (e il resto). Ok, e poi?

Uno spiraglio di sole, il Pulce accanto a me. Sfoderiamo le bustine di semi primaverili e ci diamo dentro a cavar sassi dalla terra, zappettare, strappare erbacce. Prepariamo il terreno ed affidiamo manciate di semini alla buona sorte, al terreno, alla piogga, al tepore che verrà.

Ho bisogno di pensare alla bella terra, alla terra buona sotto i miei piedi, intrisa di acqua, quasi fango.

Perché al mio pianeta no, oggi non posso.

giovedì 4 novembre 2010

Autosvezzamento.. obbligato. Lettera aperta a mio figlio il Ciccetto.

Caro il mio Ciccetto. Finalmente posso parlare un po' male di te.
Da quando sei nato le mie dita sono rimaste anchilosate dallo shock di poter stringere al petto un pupetto tanto dolce e perfetto, e il mio cervello, obnubilato dall'incredulità, non è mai riuscito a formulare qualche frase compiuta su di te, se non fugaci accenni estatici.
Mi hai abituata troppo bene: un ritmo sonno-veglia rigorosissimo fin dalla nascita, poppate ogni morte di papa, per lo più solo discreti lamentii per manifestare, pur chiaramente, le tue preferenze e uno sguardo così comunicativo da far capire pure a una stordita come me cosa volevi, senza dover arrivare a titar giù la casa piangendo. E bisogna moltiplicare per due l'eccezionalità di tali gentili abitudini in quanto diametralmente opposte a quelle che furnono ... tiranniche... del tuo maggior fratello.
Ma caro Ciccetto, sono stufa di trangugiare le tue insipide e mollicce pappette da svezzamento, preparate con tanta cura ed amore! sono stanca di pranzare a pappa lattea e cenare a crema di brodo!
E che facciamo?! Un bambino di 6 mesi non puo', NON PUO' voler mangiare riso asciutto, polenta indurita, bocconi di pane e pezzi di gnocchi e pasta dal mio piatto!!! Non può, dice il pediatra.
O forse si?

domenica 2 maggio 2010

Per un tubo in meno..

Qui all'Ospedale c'è da festeggiare. Un tubo in meno è come rosso di sera... Ma non cantiamo vittoria.
Comunque ho deciso che quando questa cosa finirà... perchè deve finire.. dovrò dare un senso nuovo alle mie nuove cicatrici  e questa volta me ne farò un vanto: sarò una Mamma Pirata, giusto per restare in tema, e mi sarò meritata questo titolo sul campo!
Il Pulce mi ha mandato questi disegnini, che ora addobbano la mia postazione-letto giusto giusto sotto i generi alimentari di conforto che ho accumulato su tutte le superfici attorno a me.
Io mi adatto all'ambiente ostile... l'ambiente si adatta a me, no!?

E domani è il Grande Giorno Della Radiografia... sostenitori grazie del sostegno! E vediamo di tornare presto ai miei post creativi perchè qui il blog sta prendendo una piega che non mi piace....

sabato 1 maggio 2010

Il mattino ha l'oro in bocca

Il mattino ha l'oro in bocca.
No, non sono diventata matta come Nicholson in Shining:

Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca. Il mattino ha l'oro in bocca.....

No... E' solo che questa mattina mi sono alzata, ho trascinato i tubi al mio fianco e mi sono seduta al sole fuori dalla clinica (le acacie spandono un buon odore).
Sono in una città di lago, sembrava di essere in campeggio, quando ti svegli presto e c'è tutto silenzio, solo il cinguettio degli uccelli in sottofondo, che te ne accorgi solo quando ci fai caso.
Il mattino ha l'oro in bocca perchè è pieno di speranze per la giornata che verrà, perchè la soglia del dolore si alza e aspetti visite gradite che per un poco tamponeranno quella assoluta solitudine fatta della mancanza di contatto con la pelle liscia dei bambini e con quella conosciuta dell'amore.
Il mattino ha l'oro in bocca perchè sono arrivate da casa le foto-primizie della giornata e sembra che la notte sia andata bene anche laggiù, e poi sono arrivati tanti messaggi dagli amici.

Il mattino ha l'oro in bocca perchè sta cominciando un'altra giornata, che quando sarà finita vorrà dire che sarà passato un altro giorno ed avrò tenuto duro ancora per un po'.

venerdì 30 aprile 2010

Da lontano (un lugubre post)

Da lontano, da qui, tutto sembra storto. Si vive in una sorta di allucinazione fatta di luci al neon, rumori di soffi e di sfiati, un sobbollire di drenaggi, fuori c'è caldo e sole al tramonto ma qui è già sera.
Che fine ha fatto Vogliounamelablu?
Che fine ha fatto il dolce momento del rientro a casa con il nuovo piccolo, le piccole ansie e gioie dell'allattamento, il giusto tempo per l'assestamento degli equilibri nella famiglia diventata tutta nuova col nuovo nato?
Il sogno si è interrotto presto. Troppo presto per me. Sono da giorni di nuovo in ospedale, ma più lontano, da sola.
Per niente creativa.
Vivo un tempo fatto di attesa, di continui piccoli e grandi ed enormi ed imprevedibili ostacoli da superare per tornare di nuovo a casa, con la sensazione di energie che sono sempre sul punto di esaurirsi e di delusioni a tratti troppo pesanti da sopportare.

Le parole che descrivono quello che sto vivendo sono: VI recidiva di pneumotorace - chirurgia toracica - VATS - ematoma

lunedì 19 aprile 2010

Notte fonda

E' notte fonda.
Spesso succede così: ci si sveglia con una fame da star male, si manda giù qualcosa per tamponare fino a mattina, si legge un po' di  Guy de Maupassant per riconciliare il sonno e ci si sdraia di nuovo nel lettone cercando di non disturbare troppo il marito che domani lavora.
Poi comincia la pesantezza di stomaco, arriva l'acidità, si attinge al San Maalox già pronto sul comodino, ci si rimette giù senza troppo rigirarsi e sospirare perchè sennò è fatta.
Ma è fatta comunque.
Si comincia a pensare che martedì è vicino, con tutti i timori e le speranze che nascono all'arrivo di una nuova vita.
Ma soprattutto si pensa: eccheccàvolo! Perchè non mi posso godere le ultime notti di sonno in santa pace!?! Che dopo sì che ci sarà da divertirsi!!
E allora è davvero fatta.

mercoledì 14 aprile 2010

Che succede a casa del Pulce

Mi tocca un altro post poco creativo.
Non che in questi giorni non abbia tentato di scassare la preziosissima macchina da cucire Lidl improvvisando la creazione di un cuscino da fasciatoio con una vecchia tovaglia di plastica (non scorreva sotto il piedino neanche a morire). Non che non abbia corredato il suddetto cuscino (e quello ikea del fasciatoio del piano terra) con le rispettive "federe" e ricambi vari ricavati da vecchie lenzuola felpate della suocera. Ma in tutto ciò non c'era veramente nulla da mostrare nè fotografare, sigh!
Dunque per oggi un piccolo aggiornamento su cosa succede a casa del Pulce. Si, perchè la casa nuova è grande ma è già diventata tutta sua, soprattutto in questi giorni che è tonsillitico e particolarmente calato nella parte del pirata.
La nuova casa è piuttosto vivibile, ormai. Certo: finalmente il mega portico è agibile e tutto quello che non abbiamo tempo e voglia di togliere dagli scatoloni (anche perchè magari è lì dentro ormai da qualche annetto e pertanto evidentemente inutile), nonchè gli imballi di ciò che abbiamo già tolto sta ammucchiato davanti alla vetrata del soggiorno. Praticamente godiamo di una splendida vista discarica-bazar. Più discarica che bazar, direi.
Al Pulce è passata la febbre senza antibiotici, ma io ieri, furbamente, ho avuto la felice idea di sentire comunque la pediatra per togliermi il dubbio sull'opportunità di fare il tampone faringeo per lo streptococco (avendo fatto già la scarlattina)... e lei ha detto SI! Ed ha pure detto che il Pulce dovrà stare a casa da scuola almeno un mese dalla nascita di Ciccetto. Aiuto!
Tra l'altro io stimo e apprezzo la collega ma stamattina tirar su il Pulce alle 7, caricarlo in macchina per essere in ospedale di li a poco, farsi un'ora di attesa con la pancia enorme su cui giaceva ancora svenuto il primogenito e vederlo praticamente svegliare per ravanargli in gola non è stata proprio una bella esperienza.
Stare in ospedale per lavorarci non è piacevole. Suvvia, si sa che è un ambientuccio squallido, pieno di luci al neon e coloracci e odori tremendi. Ebbene, ho avuto l'ennesima conferma che starci da paziente è ancora peggio. Ieri la sottoscritta ha vissuto un day-hospital da incubo per il pre-ricovero: inutili attese, digiuni forzati, QUATTRO volte la tiritera dell'anamnesi e ogni volta doversi sopportare i commentini furbi del tipo: non si è fatta proprio mancare niente, eh? oppure: ma non è ancora finita? non ho più lo spazio in cartella!
Tornare oggi in ospedale dopo l'esperienza di ieri, tutte le esperienze passate e l'idea che tra meno di una settimana mi taglieranno di nuovo gli addominali e tutto quello che ci sta sopra e sotto, insomma, non è stato un bell'inizio di giornata.

Però il resto della giornata è stato allietato da una mostra allestita dal Pulce che non posso non illustrare. Un po' per rendere questo post più colorato, un po' a beneficio di Ziadani che ci segue da lontano e un po' a nostro beneficio futuro. Perchè so che prima o poi ce la farò a buttare almeno qualche disegno.. ( ma come si fa?!?!)

animali colorati..

una renna e un arcobaleno di notte.. sul retro c'è il giorno con il sole

esploratori nella preistoria

antartide

gattini

qui da noi è sempre natale

al mare

natale.. e pasqua!

giovedì 1 aprile 2010

Ubris

Ecco qui. Scrivo dalla nuova casa.
La prima cosa che ho fatto è stata attivare internet e sistemare alla bell'e meglio almeno una stanza (come giustamente suggerito dalla mia amica Ziadani-silenziosa-lettrice).
Altrove regna il caos più totale, ma avercelo sotto gli occhi tutto il tempo non fa bene né a me né alla mia pancia, non potendo far nulla per lottare contro l'entropia insita nel trasloco!
Perchè parlo di ubris? Perchè stare qui mi fa impressione. Mi  fa sentire a casa come non mai, ma questa volta abbiamo veramente osato, e temo di avere osato troppo. Paure per una nuova casa, un nuovo equilibrio da costruire faticosamente, un nuovo bimbo in arrivo, un periodo -la ristrutturazione e la gravidanza- che finisce e uno che comincia, carico di mistero e speranze.
Uno sfogo che con la creatività non c'entra un cavolo. Ma oggi va così..
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