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sabato 11 febbraio 2017

INIZIO LE MEDIE!!!! Primo anno della scuola secondaria di primo grado. Esperienze e impressioni

ebook zaino compiti tempo organizzazione gioco libertà famiglia

Queste le parole chiave attorno alle quali da mesi vorrei costruire una riflessione, legata all'inizio, per il mio figlio maggiore, della scuola secondaria di primo grado.



E questo il retro della custodia dello strumento che il Pulce sta egregiamente imparando a (decorare e) padroneggiare: il tablet, poliedrico ausilio per la didattica.

Il cambiamento

Io mi ritengo una persona decisamente riflessiva, fin troppo. 
Vorrei arrivare sempre "preparata" e riuscire a tracciare percorsi il più possibile "sensati" attraverso cui scivolare nei cambiamenti.

Per mesi ho atteso lo scorso settembre con una certa inquietudine, perché entrambi i miei figli avrebbero iniziato una nuova tappa del percorso scolastico ed avremmo quindi dovuto adattare i ritmi della famiglia in modo difficilmente prevedibile a priori.
Niente di drammatico, sia chiaro. Il Cic sarebbe andato nella stessa scuola del Pulce, con le medesime maestre, mentre il Pulce avrebbe cominciato le "medie" in una scuola stimolante ed in una classe che prometteva assai bene (già conosceva metà compagni!).

Però il periodo iniziale di adattamento alla scuola secondaria di primo grado per me - per noi - è stato ancora più faticoso del previsto.
I problemi principali sono stati il peso dello zaino e il carico di lavoro a casa.

Mettiamo pure che io sia un po' ansiosa. Mettiamo anche che mio figlio sia meticoloso nello studio, esigente, ma distraibile e poco organizzato. Mettiamo che fosse tutto nuovo e non riuscissi a capire come affrontare le nostre difficoltà, come confrontarmi con gli insegnanti, senza apparire invadente o giudicante.
Perché da un lato mi rendevo conto che era il Pulce a dover passare attraverso al cambiamento e non aveva senso sostituirsi a lui o iper-proteggerlo. 
Dall'altro lo vedevo sovraccarico (in tutti i sensi) e sentivo che si aspettava almeno un orientamento, se non un appoggio, da me.
Non riuscivo a capire se il problema del "carico" fosse eccessivo in generale o se fosse legato al necessario adattamento e ad un'immaturità relativa del mio ragazzino. 
Intanto tutta la famiglia cominciava a risentire della situazione, perché il tempo che prima passavamo insieme a fare cose che potevano piacere ed interessare tutti, ora si doveva destinare al tempo di lavoro a casa del Pulce; non riuscivamo a capacitarcene, non ci sentivamo più liberi, anzi ci sentivamo depauperati del tempo di qualità passato insieme; temevamo che soprattutto il nostro studentello, pur entusiasta e volenteroso, alla lunga ne avrebbe risentito fisicamente e moralmente.

Le strategie di adattamento

Mi sono confrontata con altri genitori: per alcuni non c'era alcuna difficoltà, o almeno così dicevano, altri mi guardavano scuotendo la testa, esterrefatti ed impotenti di fronte allo stravolgimento in atto anche nelle loro famiglie.

- Abbiamo cominciato ad affrontare il problema oggettivo dello zaino e l'abbiamo messo sulla bilancia: pesava quasi la metà di mio figlio (effettivamente lui è molto magro ma i libri sono mostruosamente ipertrofici, a mio non tecnico giudizio).
- Ho sospeso tutte le attività pomeridiane facoltative della scuola ed extrascolastiche (io sono più per il gioco libero ma mio figlio invece vuol portare avanti le passioni che condivide con gli amici come la robotica e gli scacchi...) per poter affrontare con più calma e tempo il cambiamento.
- Abbiamo ottimizzato la postazione studio e cercato di fare ordine ai mille libri del corredo scolastico. Abbiamo aggiunto una luce di lettura e progettato (mio marito ha costruito) una base con separatori verticali molto fitti da appoggiare sulla mensola sopra la scrivania. in modo che i libri, morbidi ed alti, potessero stare "in piedi" insieme ai quadernoni senza distruggersi o scivolare ad ogni estrazione di un volume.

PRIMA E DOPO. A sinistra, primo anno di scuola primaria. A destra, primo anno delle medie.





































- Mi sono consolata leggendo di altri genitori perplessi come noi (ridiamo per non piangere)
- Mi sono fatta consigliare dalla saggia Sybille, e così è venuto fuori che ci sono indicazioni del Ministero della Salute (per quanto possano valere) sul tema del peso degli zainetti:
il peso degli zaini non dovrebbe superare il 10-15 per cento del peso corporeo dell’alunno che lo indossa
- Mi sono fatta coraggio ed ho contattato il dirigente scolastico e quindi la coordinatrice di classe sperando di trovare persone disponibili ed aperte a trovare una soluzione insieme...

...ed ho avuto un'accoglienza e una dimostrazione di professionalità ed umanità davvero eccezionali da parte della coordinatrice, che mi ha dato informazioni sul "sistema" della scuola "media", ha riflettuto con me, ha mediato con gli altri professori, ha voluto tenere aperto un dialogo diretto per verificare gli esiti degli interventi. Insomma ha fatto e sta facendo tutto il possibile.
Che sollievo!

Lo zaino è troppo pesante!

La prof, per prima cosa, ha suggerito di monitorare il peso dello zaino, che abbiamo controllato tutti i giorni per una settimana. La media era realmente e oggettivamente insostenibile. 
Non credo che per mio figlio tenerlo sulle spalle per qualche minuto mentre scende dall'auto e sale in classe possa costituire un concreto danno al sui sottile scheletro, non  voglio estremizzare. Però sicuramente gli impedisce di guadagnare aree di autonomia nello spostamento da scuola a casa in bicicletta, cosa che molti suoi amici hanno cominciato a fare. Per un bambino esile, magari non sicurissimo in bici, avere un peso spropositato costituirebbe un serio pericolo per la sua sicurezza in strada.
I professori hanno capito e quindi cercato di "ottimizzare" la distribuzione delle materie (ma fanno comunque 6 ore al giorno!); noi intanto abbiamo creato un piccolo scatolone personale con il materiale da lasciare a scuola (arte, tecnologia, fogli vari). Così anche le valigette supplementari sono state eliminate.
Il consiglio di classe ha poi autorizzato il Pulce ad usare il tablet e gli ebook al posto dei libri cartacei, così è iniziato un periodo di conoscenza e sperimentazione a casa che ha l'ha portato, dopo circa un mese, a decidere di provare ad usarlo anche a scuola.

Il tablet e i libri di testo in formato digitale

 

Abbiamo deciso di fare l'investimento, anche se eravamo dubbiosi sulle sue abilità con il nuovo mezzo perché lui non ha giochi elettronici né lo smartphone, per cui in un certo senso avrebbe dovuto iniziare da zero.
Abbiamo acquistato per lui un modello con schermo grande, potenza e velocità per gestire le immagini e i video, senza scheda SIM ma con una vasta memoria interna per poter scaricare tutti i libri senza dover necessariamente accedere alla rete internet per consultarli. Inoltre una economica stilo per touch screen.

La realtà però è molto variegata e talvolta squallida. Non c'è un formato standard o un'applicazione/portale su cui trovare tutti i benedetti ebook! Ogni casa editrice si è dotata di un suo servizio, a volta obsoleto o di scarsa qualità, per cui si devono creare diversi account personali, uno per ogni casa editrice. 
E' una caccia al tesoro trovare i coupons con i codici da inserire e seguire tutti i vari passaggi per le autorizzazioni, ma noi ce l'abbiamo fatta quasi per tutte le materie.
In compenso abbiamo un'inutile collezione dei DVD e CD allegati, finita subito in qualche remoto cassetto.

Ecco le esperienze del Pulce, dopo qualche mese di utilizzo intensivo: la curva di apprendimento è stata rapida. Grande la soddisfazione di poter effettuare i compiti su esercizi interattivi, ascoltare i brani in lingua con immediatezza per imparare la pronuncia, aggiungere note ai testi e sottolineature.
Contro le mie aspettative, il Pulce è passato con molta efficacia anche allo studio "puro" sul formato digitale, mentre io immaginavo che a casa avrebbe mantenuto l'uso del libro cartaceo (come invece avrei fatto io!!!).



Abbiamo presto deciso di aggiungere alla dotazione una leggera tastiera bluetooth per facilitare e velocizzare la scrittura di testi, per i compiti/note più corpose.
Dopo il mio giovane "apripista", altri bambini della classe hanno cominciato ad usare l'ebook a scuola, anche se dal resto del gruppo talvolta vengono presi di mira con battute e scherzi. Basta poco per essere considerati diversi, a quell'età!

La pagella degli ebook
(in nostra dotazione)

Ci sbilanciamo ad esprimere qualche personale opinione (mi fido del diretto interessato, ovviamente), dopo qualche mese di utilizzo intensivo delle seguenti applicazioni. Ovviamente non entriamo nel merito dei contenuti e ci riferiamo alle versioni istallate sul supporto del Pulce, che però è uno degli Android più nuovi e standard.

Scuolabook

Cover art 

"oltre l'immagine", ed. Atlas. Libro digitale Non Classificato. Non siamo riusciti a trovare il coupon. Il servizio assistenza non ha aiutato, quindi se vi interessa il libro digitale state molto attenti alla copia cartacea che vi arriva. Visto quanto già avevo speso per i libri cartacei, mi sono rifiutata di ricomprare la versione solo digitale.
 
MEbook
Cover art

LIBRO: "10 in tecnologia"
PARERE: positivo, ricco di contenuti, interessante.

Booktab

Cover art


LIBRO:"À ton tour!"
PARERE: super positivo, efficace, utilissimo.


My bSmart



Giudizio generale sull'applicazione: PESSIMO! Totalmente instabile, inaffidabile, crasha di frequente e ciò non è bello se si è in classe e si deve seguire la lezione.

LIBRO:"Playlist"
PARERE: libro digitale Non Valutato. Abbiamo deciso di tenere il testo cartaceo per facilitare la lettura durante l'esecuzione.
 
LIBRO:"Nodi del tempo"
PARERE: positivo. Carte interattive, versione audio dei capitoli così se uno è stanco si fa un po' "raccontare" la storia e sembra di fare meno fatica.
 
LIBRO:"Make it"
PARERE: super positivo. Come per il libro di francese, anche quello di inglese, nella versione digitale ha più di una marcia in più.

LIBRO:"Kilimangiaro plus"
PARERE: positivo. Come per il libro di storia, qualche interattività e video esplicativi.
 
LIBRO:"La sostanza dei sogni"
PARERE: positivo, anche qui esercizi interattivi. Dà soddisfazione poter subito verificare se si ha fatto tutto giusto!
 
eText Global


https://tse2.mm.bing.net/th?id=OIP.lpeEEsXmppktHmKqQoAe-QD1D1&pid=15.1&P=0&w=300&h=300

LIBRO:"Macromicro"
PARERE: positivo, esercizi interattivi e tanto audio. Mio figlio dice che certe risorse funzionano solo online, ma devo verificare.
 
Rizzoli - My Studio
 Cover art

LIBRO: "Obiettivo Competenze" (matematica)

PARERE: in generale piuttosto positivo, ma c'è pochissima interattività negli esercizi!!
LIBRO: "Datti un'altra regola" (grammatica)

PARERE: in generale positivo, ma ridicola l'impossibilità di eseguire sul tablet Androdid gli utilissimi esercizi di approfondimento (ExtraKit) di grammatica. Sono esclusivamente in formato Adobe Flash Player, che è un plug-in non più supportato da Adobe e quindi non installabile sul tablet.

Digitale_Capitello

 Cover art

LIBRO: "Chi cercate?" (religione)

PARERE: veste grafica più personale, piuttosto lento ma lineare.


Ci sono troppi compiti!



Con la prof abbiamo cercato di affrontare anche questo punto (che a dire il vero a noi genitori sta ancora più a cuore). Ma con minori risultati.
Sembra assurdo che siano i genitori di un bambino sveglio, curiosissimo, determinato, entusiasta, con ottimo profitto, a portare alla luce queste problematiche, lo capisco. Ma a me come genitore non importa solo se mio figlio ha messo in testa tutto quel che c'è nei libri, bensì primariamente il suo equilibrio generale, il suo benessere nel corpo, il suo potersi ancora sentir libero di giocare, la sua serenità nel crescere e cambiare continuamente.
Alcuni prof si sono impegnati a moderare/modulare il carico, ma non ho notato differenze significative: ovviamente per ognuno la sua materia è importante, ma l'effetto accumulo crea quantità oggettivamente notevoli di compiti a casa.
Temo che qui si tratterà di:
  1. riuscire a trovare una migliore organizzazione, e... 
  2. abbassare un po' gli standard, senza esagerare.
Gradualmente abbiamo reintrodotto alcune attività extrascolastiche che motivano il Pulce ad ottimizzare il suo tempo soprattutto per lasciargli il messaggio che non tutte le gratificazioni debbano per forza arrivare dalla scuola.
Inoltre io, dopo un mese circa di "accompagnamento" e guida ai metodi di studio, mi sono fatta da parte e l'ho lasciato, più sicuro, a lavorare a modo suo, perché prendesse le sue misure. 
Mi ci metterò di nuovo nel caso cominciassero ad emergere crolli nel rendimento, ma per ora non credo.

Una scuola da grandi

Ora lo vedo filare come un treno, fare tanta fatica ma con la luce negli occhi, la voglia sempre viva di tornare in una scuola piena di stimoli nuovi, "da grandi" (la musica suonata, la LIM, la musica che possono scegliere da ascoltare mentre dipingono, educazione motoria sul serio, le lingue straniere che finalmente cominciano a capirsi, i veri lavori di ricerca nei gruppi - estratti dal cappello parlante di Hogwarts, i progetti paralleli, le produzioni scritte su carta protocollo). Non si scherza.

Da poco i ragazzi hanno anche cominciato ad avere accesso alla piattaforma G Suite for Education dell'istituto, dove sperimentano la comunicazione digitale via mail e documenti condivisi, ma soprattutto cominciano ad apprendere l'uso, l'importanza dei limiti nella rete e, spero, un po' di netiquette.

Tutta invidia, la mia

La mia esperienza come studentessa di scuola media è stata tutt'altro che positiva, anzi traumatica potrei dire. Zero stimoli, tante frustrazioni, confusione e un contesto relazionale in cui non mi sono mai ambientata. Per fortuna sono venute le superiori.
Forse questi ricordi hanno inizialmente inciso negativamente sulle mie aspettative e sulla fiducia verso la nuova scuola, ma sono contenta che mio figlio stia vivendo un'esperienza totalmente diversa, che tiene viva la sua voglia di crescere, in tutti i sensi.

venerdì 10 febbraio 2017

Il capolavoro: Calvin and Hobbes di Bill Watterson



A dicembre la nostra libreria di famiglia si è arricchita (è proprio il caso di dirlo) di questo cofanetto con tutte le strisce a fumetti di "Calvin and Hobbes" di Bill Watterson.


Chi non li conosce? 

 Calvin & Hobbes (Calvin and Hobbes) è una striscia a fumetti ideata e disegnata dal disegnatore statunitense Bill Watterson, centrata sulle avventure di Calvin, un bambino di sei anni dall'immaginazione inarrestabile, e di Hobbes, la sua tigre di pezza. Watterson disegna il personaggio di Hobbes in due modi diversi: con Calvin è un personaggio che vive, parla, agisce e gioca, mentre con gli altri - che non lo vedono attraverso la fantasia di Calvin - è una normalissima tigre di pezza inanimata.                                                [Wikipedia]

Io e mio marito ne siamo sempre stati grandi fan; Calvin è stata sempre la prima striscia che cercavo sfogliando il nuovo numero "linus".

Amo le storie di Calvin fin da quando ero ragazzina: è stato uno dei miei primi soggetti illustrati sulle magliette dipinte e regalate (a mio fratello), è stato forse il mio primo "libro" in lingua originale, acquistato durante una vacanza studio in Inghilterra alle superiori (ottimista... non ci capivo molto a dire il vero).
 
Come immaginavo, anche i miei bambini ne sono stati subito conquistati ed ora trovo sempre volumi spalancati sul tappeto o sul divano della sala. 
Pensavo che avrebbero faticato, soprattutto il Cic che ha solo 6 anni, a capire la caratteristica tecnica narrativa adottata dall'autore di affiancare i due punti di vista della realtà (Calvin/gli altri). 
Anche le tematiche a tratti filosofiche e le personalità piuttosto complesse dei protagonisti (Calvin è stato definito "precoce, malizioso e avventuroso", la sua tigre, invece, "sardonica") non credevo fossero di facile comprensione.

Invece. Prima di colazione, tra un compito e una giocata, è sempre il momento di farsi una risata e meravigliarsi della genialità di Watterson.
Semplicemente troppo forte!

Buona lettura dunque agli amici del Venerdì del Libro e a tutti i fortunati - appassionati di fumetti o meno - che stanno ancora per scoprire questo capolavoro. Grazie, Bill.

sabato 4 febbraio 2017

Il primo libro per amare la fantascienza: "Norby" di Janet e Isaac Asimov

Risultati immagini per norby il robot stravagante


Quando ero ragazzina non mi interessava se il protagonista del romanzo che stavo leggendo fosse maschio o femmina, umano o no; non ci facevo caso.
E neanche ho mai pensato che ci fossero generi più adatti ad una bambina piuttosto che a un ragazzo.
Ho scoperto la fantascienza leggendo il "Norby" citato nel titolo ed ho subito sentito che era un libro proprio scritto per me!

Da quando ho figli sento che altri adulti tendono a scegliere i libri da proporre ai ragazzi in base al sesso del protagonista e agli argomenti trattati, però ripensando alla mia storia di lettrice questo proprio non mi quadra!
Mi sono sempre naturalmente immedesimata (il giusto...) con i protagonisti e non mi è mai sembrato impossibile vestire i panni di un cadetto di un'accademia spaziale, come il giovane Jef, o quelli del coraggioso ma tormentato Capitano Horatio Hornblower.


Nella mia biblioteca ho i gli unici quattro volumi tradotti in italiano della ricca serie di avventure fantascientifiche per ragazzi che prende il nome dal suo protagonista, il robottino "Norby".
Norby il robot stravagante

I segreti di Norby

 Norby e la principessa perduta

Norby e gli invasori

Avendo adorato io stessa questi romanzi che, ora mi rendo conto, sono l'ideale primo approccio al genere letterario fantascientifico, ho deciso di proporre al Pulce la lettura del primo volume, per prendere spunto dal testo nella realizzazione di un fumetto che stava progettando in un laboratorio scolastico.

I personaggi principali della saga, disegnati per voi dal Pulce
Alla fine il fumetto realizzato a scuola si è basato chiaramente sulla saga di Star Wars, ma il Pulce, che ha apprezzato molto le letture e le ha letteralmente bevute, ha deciso di illustrare apposta per questo post i personaggi che compaiono nei primi 4 romanzi di "Norby". (Grazie!)

Prima di cominciare a scrivere ho fatto qualche ricerca ed ho scoperto che da Norby era stata realmente tratta una serie di fumetti, pubblicati mensilmente sulla rivista "Boys' Life" e che ora sono consultabili gratuitamente sul sito web.

L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono

Però se io avessi letto i fumetti dopo aver letto il libro sarei rimasta troppo male: non c'entrano niente con l'idea che mi ero fatta dei personaggi! Un robottino rosso?!?!
Molto meglio i disegni del Pulce, secondo me! :-)

Norby comic strips

In conclusione: consiglio le avventure fantascientifiche del robottino Norby dagli arti telescopici (e i molti segreti) ai ragazzi e alle ragazze che non hanno paura di provare a conoscere il mondo della fantascienza!
Trovate un'altra recensione sul blog "A scuola con Matilde...".

Io ho provato a scaricare qualche capitolo gratuito dei libri rimasti in inglese per vedere se sono alla nostra portata. Magari non è finita qui! :-)


domenica 29 gennaio 2017

Mio figlio, il calcio e la geografia



Il Cic è ora un bimbo di 6 anni e mezzo, di altezza media ma assai sottile; una zazzeretta bionda sempre ritta sul capo, i vivaci occhioni azzurri dalle lunghe ciglia scure, l'incarnato pallido, quasi trasparente sulle palpebre che non si chiudono mai del tutto quando dorme profondamente. 

Il Cic ha il cuore tenero -indossare un maglione morbido e peloso è un ottimo stratagemma per essere accolti da un abbraccio entusiasta- ma spesso fa il duro e gli viene, a volte, di tifare per i "cattivi". Le mie amiche psicologhe dicono che è perché sta cercando di differenziarsi dal suo fratello maggiore, che si è ormai accaparrato il ruolo del "buono" di casa. 
E' anche molto autonomo e determinato: farebbe qualsiasi cosa pur di non mostrare un segno di cedimento o di debolezza. Piuttosto rinuncia in partenza.



 A settembre il piccolo di famiglia ha cominciato il primo anno di scuola primaria ed è molto incuriosito dal mondo, per come gli appare attraverso il confronto coi compagni: gli idoli del calcio con i loro tatuaggi, le mode dei piercing, le collezioni di figurine, i racconti di epiche partite ai videogiochi.

Gli arrivano anche  gli stimoli del percorso scolastico standard: una bella classe, anche se numerosa, e un clima sereno, dicono le maestre; è contento che ci siano bambini da tutto il mondo. 
Però mi sembra che faccia i compiti e segua le lezioni per pura dedizione e poco entusiasmo, alla fin fine.


Intanto, quando è a casa tranquillo, il mio ragazzino continua a portare avanti passioni e percorsi di conoscenza tutti suoi, che ha intrapreso anni fa.

La geografia, ad esempio, e le bandiere.

Fin da piccolissimo gli è piaciuto ricostruire il meraviglioso planisfero puzzle magnetico che è appeso in salotto e associare alle combinazioni di linee e colori delle bandiere i nomi degli stati. Noi adulti dovevamo replicare lo schema dei campi delle bandiere con semplici linee a matita e lui si divertiva a riempirli coi colori giusti, per poi passare a disegnarsi le bandiere da solo.


Il primo giorno di scuola si è fatto forza portandosi dietro "Gli stati extraeuropei", volume che ha quasi consumato a furia di guardare le figure, prima, e di leggere, poi.

 Copertina Gli Stati Extraeuropei

Ora alla geografia si è collegato il calcio, le capitali, i nomi e i simboli delle squadre, l'origine dei giocatori. Più sono diversi e meglio è. E' stato il momento di dotarlo di una confezione di matite colorate per rappresentare i diversi colori dei popoli, assai gradita.


Grazie al calcio la sua produzione di disegni sta vivendo un periodo florido.



Dopo una fase di blocco, con ripetizioni di copie di illustrazioni di cataloghi lego (e una breve fase "cavalieri medievali" e "pirati", che ogni tanto ritorna) sta emergendo soprattutto la scoperta della necessità di rendere il movimento nel rappresentare i nuovi eroi, i calciatori.

Ci si è avvicinato un po' alla volta: inizialmente ci chiedeva di stampargli disegni da colorare già disponibili online, con il giocatore di una squadra nazionale e la bandiera corrispondente.



 

Poi ha cominciato a copiare i preferiti dalle preziose carte collezionabili.
Santa Lucia ha colto il suo lato analitico e gli ha portato in dono il ricchissimo libro "1000 squadre di calcio", altra fonte di regolare consultazione.

E finalmente è stato pronto per le reinterpretazioni personali.
Allora si è messo a studiare i modelli del libro "Punto, Punto, Virgola, Linea" ed a sperimentare  varie tecniche decorative.



calciatore tatuato!


entusiasmo dei tifosi

non so che squadra sia Oroli, però mi sembran tutti gentili

festeggiamenti

rovesciata

(quando il movimento non è perfetto, si deve correggere e nel caso sbianchettare)

Il problema è che noi genitori non siamo tifosi di calcio e quindi il Cic probabilmente non ha mai visto un'intera partita. Ma credo lo spettacolo e l'agonismo lo affascini alquanto.

La lettura accompagna la sua nuova passione. 
Così nasce il suo primo fumetto calcistico, "Una vita da calciatore", a mio avviso ispirato al libro "La partita di pallone" di Colin McNaughton (consigliatissimo).

http://2.bp.blogspot.com/_fH2wE_55qoc/S7HGDViN0II/AAAAAAAAAYU/AR7h9jt4pEU/s1600/La+partita+di+pallone+Colin+McNaughton+Un+libro+in+tasca+1982.jpg






Ma io devo solo stare a guardare!

Il Cic mi ha fatto presto capire che non (vuole) condivide(re) la passione dei "lavoretti" con me, vuole fare da sé.

Però ultimamente qualche dritta sui materiali da usare me la chiede:

- gli presto la light box perché vuole imparare a scrivere in corsivo tracopiando l'alfabeto


 - ruba i fogli "magici" di suo fratello per far pratica calligrafica con l'acqua (bellissimiii) e disegnare i kanji.



- mi invita a giocare a "Scarabeo" a modo suo, inventando parole solo con le letterine che gli stanno insegnato a scuola, a partire dalla più recente.



- gli posso insegnare a incollare i brillantini e a scavare negli strati sovrapposti di pastelli a cera per fare emergere figure colorate.




Da gennaio è finalmente anche riuscito a convincermi a iscriverlo ad una scuola di calcio per bimbi della sua età: ha raccolto tutto il suo coraggio e si è messo ancora una volta in gioco.


Stare accanto al Cic mentre continua a crescere, fargli da guida, godere dei suoi slanci di dolcezza e tentare di smussare i suoi impeti di cocciutaggine, è un'impresa delicata che mi lascia spesso esausta e al contempo piena di ammirazione.
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