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sabato 16 aprile 2011

"Carnevale degli Animali" da stampare e colorare

Chi vuole condividere con noi il percorso alla scoperta de "Il Carnevale degli Animali" di Camille Saint-Saens potrebbe trovare utile scaricare questo file in pdf da Scribd:




Spero che quelli della Scala non si offendano: non ho trovato nessuna colouring page a tema in rete e allora ho "dato una passata" al loro stupendo pieghevole con GIMP 2 creando un disegno in bianco e nero da stampare (eventualmente ingrandire) e colorare.
Al Pulce piace perché è un po' una sfida: è come una specie di puzzle di animali e scegliere il colore giusto per ogni spazio non è poi così scontato!

Stiamo proseguendo la lettura del libro di Carminati ed Angaramo sul tema. Confermo che merita, sono delle bellissime, lievi filastrocche, una per ogni brano musicale, una per ogni animale.

Ovviamente manca "il lama", perché nel brano di Saint-Saens non c'è.
La filastrocca sul lama mi sa che dovremo pubblicarla noi! ;-)

giovedì 14 aprile 2011

Cambiare i paradigmi educativi

Non avevo mai sentito parlare di unschooling, quando ho scritto il post di ieri. Figuriamoci.

Poi la sempre preziosa Palmy di Mens Sana, il mio Virgilio nel viaggio attraverso le dimensioni dell'educazione dei miei figli, me l'ha fatto conoscere, ma soprattutto ha in poche righe dato un nome a quello che sento:

Nessuno ti può costringere a imparare niente se tu non vuoi: allora perché non eliminare la costrizione e ridare a chi deve imparare la libertà di scelta? Come? Partendo dalle proprie passioni. Ti piacciono i cavalli? Comincia da qui. Come noi adulti abbiamo imparato le cose di cui siamo appassionati? Chiediamoci questo e traiamone le conseguenze. Se ho una passione è facile e divertente per me reperire tutto ciò che mi serve per coltivarla: libri, illustrazioni, modellini, filmati, links... e mettermi a lavoro. Perché questo non può diventare l'abituale modo di imparare? Da ciò che ci appassiona si giunge a tutto: il cavallo nella preistoria, il cavallo nella geografia, nella biologia, nella zoologia, nell'economia... Trovare e intessere connessioni è il secondo assioma del percorso di de-schooling e un-schooling. Non solo è permesso, ma è auspicabile che un bambino impari perseguendo le sue passioni. Il bambino impara perchè imparare è il modo che la specie umana ha di crescere e sopravvivere. Imparare accade in ogni luogo e in ogni momento, non solo in classe!


Però mio fratello (sempre lui!) mi aveva già fatto vedere il discorso (animato!) di Ken Robinson intitolato "Changing education paradigms", che mi ha turbata non poco. (Viva TED e viva i fratelli!)
In italiano si trova qui.



Cosa ne pensate?

Integrazione ludica

Che parolone.
Eppure è quello che mi è venuto in mente per descrivere ciò che si può fare a casa con i bambini che già stanno seguendo un percorso didattico formale a scuola.
Ringrazio Caffenero per fare e farsi sempre tante domande, che mi portano a pensare, a definire, a (provare a) capire.

Ma integrazione non nel senso di aggiungere cose a ciò che già i bambini imparano. Integrazione nel senso di creare collegamenti, legami, piccoli percorsi multidisciplinari e, possibilmente, multisensoriali e "per gioco".

Ad esempio sta capitando in questi giorni a casa mia.
Si è rotta (il Ciccetto l'ha rotta) la boccia di vetro con la neve che gli aveva regalato la nonna, quella di Roma. Lo zio sta a Roma, ce la potrebbe ricomprare, ma proprio una con il Colosseo che c'era anche nell'altra ed era bello. Dai nonni lontani abbiamo guardato una guida della città di Roma, con le foto di Piazza Navona e del Colosseo ed abbiamo parlato delle battaglie navali e dei combattimenti con gli animali esotici che di facevano in questi edifici. A casa guardiamo su "I segreti dell'antica Roma" (Usborne, con le finestrelle) che abbiamo pescato in biblioteca come vivevano i romani, che essendo molto militarizzati hanno già di per sé un bel fascino sul Pulce. In macchina non so cosa rispondere alla domanda solita di raccontare una storia vera e mi viene in mente di spiegargli della parola mensa, che per noi è dove si mangia ma era anche il piatto di pane che i romani usavano e poi poteva pure essere mangiato, come la pizza.

Poi un giorno il Pulce si mette a trafficare nella sabbiera tutto concentrato. Alla fine mi chiama e mi mostra la sua opera: un anello di sabbia che era "il Colosseo, ma senza finestre"!


(E c'è ancora un piccolo percorso che si sta ora dipanando, e stiamo tracciando con leggerezza attraverso il cibo sulla nostra tavola (amaranto e quinoa), gli amici (la nostra Eliza e la sua bambina), la storia (di Atahuallpa e la conquista del Perù), i disegni Inca e le foto delle piramidi "a scale".

Chissà dove ci porterà?)

martedì 12 aprile 2011

Le Quattro Stagioni & La Caccia all'Uovo

Il fatidico momento è giunto: il Pulce mi ha chiesto di comprargli le scarpe con le lucine. Anzi le vorrebbe comprare pure al Ciccetto. Sigh.
Per fortuna non ho ancora visto in giro sandaletti con le lucine..
...perché ora è ormai tempo di sandali!

Non so lì, ma qui la primavera è già quasi passata: sfioriti i tulipani, i giacinti, i narcisi. Le roselline gialle sulla colonna del portico sono al loro pieno splendore. E dato che a casa nostra, anzi al Campo, è d'obbligo celebrare il tripudio di colori e l'aria tiepida con una bella festina per bambini, non abbiamo atteso Pasqua e Pasquetta. La nostra Caccia all'Uovo l'abbiamo già bell'e fatta.


La mamma di Nat ha lasciato cadere tra l'erba, ai piedi dei cespugli, le uova di plexiglass (dell'anno scorso, ancora in condizioni perfette) e cinque bambini in canottiera, già stanchi per aver quasi interamente travasato l'acqua della vasca dei pesci nella sabbiera, si sono cimentati a riempire più possibile i loro cestini. Qualche uovo è risultato disperso ma conto che verrà ritrovato al prossimo taglio del prato..

A proposito di primavera e di stagioni. In biblioteca abbiamo trovato "Le quattro stagioni" di Chiara Carminati e ci siamo ascoltati Vivaldi, ma la trama, le piccole storie di Piccolo Vento, per ora non ha ancora preso il Pulce.


Invece, è appena arrivato a casa nostra il libro de "Il carnevale degli animali" ed il Pulce è già conquistato. Un po' perché alla fine il film d'animazione gli piace molto e gli piace riconoscere i brani ad orecchio,


e un po' perché vi abbiamo ritrovato Roberta Angaramo, illustratrice anche de "I Musicanti di Brema", un libro che abbiamo da tempo e amiamo molto (per non dire che lo conosciamo a memoria).


Ma questo libro è un filo rosso. Parlare di questo libro ci porterebbe troppo lontano.

...

Ci porterebbe all'Istituto Barlumen, al loro disco "Felici e Cantanti" che ora ci accompagna in auto in tutti i nostri viaggi..

A Cappa e Drago e ai tempi fantastici di Leon Country (e del suo radiodramma)..


Al dolce Pacifico, che -solo- sapeva addormentare il nostro Pulce neonato.

sabato 9 aprile 2011

Ancora in 10 minuti: Tofu e zucchine "della bandiera"

Conosco uno che vorrebbe diventare vegetariano ma ci sono dei problemi:
1- gli è sempre piaciuta molto la carne
2- non ama particolarmente le verdure, anzi
3- non può mangiare i formaggi (grana a parte)

A costui dedico questa ricetta col tofu, che non si sa mai.



ZUCCHINE E TOFU DELLA BANDIERA

Ingredienti:
- 2 zucchine piccole
- mezza cipolla rossa (se no che bandiera è?)
- salsa di soia (o dado da cucina, ma non è indispensabile)
- olio
- un panetto di tofu
- gomasio (o sale)


Lavare le zucchine, tagliare le punte e grattarle con la grattugia a buchi rotondi e grossi in modo da farne striscioline corte.

Tritare la cipolla e farla rosolare in padella nell'olio ben caldo e un pizzico di sale (si sa, è la base perché venga saporito!). Tagliare il tofu a pezzettini e schiacciarlo con la forchetta in modo da sbriciolarlo. Aggiungere al soffritto il tofu sbriciolato e le zucchine grattate, farle cuocere a fuoco vivace ed insaporirle con un po' di salsa di soia e sale (o, meglio, gomasio = sale e sesamo tostato).
Fare cuocere a fuoco più moderato finché le zucchine siano appassite, ma non totalmente cotte: attenzione perché cuociono molto velocemente tagliate così!

Vanno bene come condimento della pasta, con un bel po' di grana, oppure con qualsiasi cereale. Ad esempio col riso basmati ma soprattutto con il buonissimo bulgur.
Se si mette su l'acqua per bollire pasta o cereali (quelli citati son pronti in 10 minuti) si ha giusto il tempo di preparare le zucchine col tofu con cui completare il piatto.


Se il tufu si lascia a pezzettini e non sbriciolato, si può usare la stessa ricetta come secondo piatto, assai delicato.
Io il tofu l'ho sempre preparato così, anche se di ricette ce ne sarebbero tantissime.
Il nome della ricetta mi è saltato in mente l'ultima volta che l'ho fatto, perché mi sono trovata nel piatto i tre ingredienti principali ed erano come il bandierone che, quest'anno, sventola fuori dalla finestra del Pulce.

A proposito del Pulce.. a lui tendenzialmente il tofu piace crudo, freddo, a pezzetti. Io chiudo gli occhi e glielo do (tanto sennò me lo rubacchia dal tagliere mentre lo preparo..).

marzo, aprile

Marzo. Esco dal lavoro e piove. Let's Singin' in the rain.



Aprile. Un caldo assurdo. Fuori dal lavoro, petali di pruno.

lunedì 4 aprile 2011

Come allevare una tartarughina d'acqua dolce (Trachemys Scripta Scripta = orecchie gialle)

Chi, come noi, ha figli in età di scuola materna/primaria, potrebbe d'improvviso (malauguratamente) ritrovarsi in casa un piccolissimo rettile acquatico corazzato, ovvero una tenera tartarughina d'acqua dolce grande come una moneta o poco più. Ovviamente corredata dalla sua bella vaschetta con palmetta di plastica e barattolino di gamberetti secchi.



Che fare?

A noi è capitato un anno fa; la Nina è sopravvissuta bene alle nostre cure (a giudicare dalla bellezza e durezza della sua corazza oggi e da quanto è cresciuta) ma tante sono le cose che abbiamo dovuto imparare per allevare una tartarughina d'acqua quasi neonata.
Se non volevamo che morisse tristemente dopo pochi mesi, ovvio.

Prima cosa ci siamo chiesti se vaschetta e cibo di corredo fossero adatti.

La risposta è: NO.

Sul web ci sono informatissimi siti e forum sull'argomento, che un po' alla volta hanno dato risposta ai nostri mille interrogativi. Cito ad esempio il mitico Tartaportal e NoTurtle, che già il nome la dice lunga..

Cosa abbiamo imparato?

SAREBBE MEGLIO NON COMPRARE UNA TARTARUGHINA D'ACQUA, per diverse ragioni. La più banale è che il carapace delle tartarughine adulte, nel maschio, arriva a 15 cm di lunghezza, mentre nella femmina anche a 28 cm. Non assomiglieranno più molto alle tenere cucciole dei primi tempi!!

SE non si vuole O NON SI PUO' allevarla seguendo gli standard minimi è meglio darla a chi le adotta.

Dove tenerle, come nutrirle?



NON nella suddetta vaschetta con palmetta. Tali oggetti sono detti anche vaschette-lager e sembra siano proibiti in diversi paesi europei.

E che abbiamo fatto noi?

Non mi metto a fare la sintesi di tutto il materiale che ci siamo spulciati perché tanto ci sono vademecum molto utili sui siti che ho già citato (e molti altri).

Noi abbiamo aspettato qualche tempo per farci un'idea e intanto la Nina si indeboliva e aveva tutto il guscio molle e muschioso.
Poi ci siamo decisi ed abbiamo messo un vascone di plastica trasparente (di quelli per giocattoli con le ruote, ce l'avevamo in casa, ma tanti allestiscono l'acquaterrario con una vasca IKEA) pieno d'acqua (lasciata riposare un giorno) in cortile, al sole con una parte coperta per creare una zona d'ombra e un sasso piatto che emergesse dall'acqua, facilmente accessibile.
Era estate. Ci siamo decisi ed abbiamo appoggiato Nina piccina sulla pietra, lei si è buttata ed è andata a fondo. Come un sasso.
Ci siamo spaventati ma poco dopo si è ripresa ed ha cominciato a nuotare come una matta. Poi si è mangiata un bruco che avevamo trovato tra l'erba e si è messa a godersi il sole (basking=crogiolarsi).

Da allora ci si siamo organizzati meglio, un po' alla volta. Come si è capito non siamo dei fanatici e comunque un neonato umano ce l'avevamo già da gestire per conto nostro.

Abbiamo messo un vascone uguale con l'acqua di ricambio accanto al primo e ci trasferivamo la Nina quando la sua acqua era sporca. Poi abbiamo messo qualche ramo di pianta acquatica galleggiante che Nina mangiava voracemente e le abbiamo anche dato da mangiare piccole lumachine con guscio e vermetti. Abbiamo aggiunto qualche pescetto rosso nato da poco al Campo dei nonni (ne erano nati 40!) verificando che la Nina non se li sbranasse.

Quando ha cominciato a fare un po' freddino, di notte portavamo in casa la vascona ma la cosa era diventata troppo impegnativa..
Finalmente le nostre ricerche di un acquario con pompa filtro esterna e riscaldatore (tutto usato) hanno dato i loro frutti e l'abbiamo allestito in casa, aggiungendo una lampadina spot sulla pietra piatta per creare la zona emersa.
Abbiamo comprato un termometro per l'acqua e una lampada UVB per sostituire il sole nel periodo invernale col suo portalampada che ci stava giusto giusto appoggiato sul lato stretto dell'acquario, vicino alla lampadina spot, sopra la zona emersa. Abbiamo anche preso un timer collegato alle due lampade per non doverci sempre ricordare di accenderle e spegnerle mattina e sera.

Per fare tutto ciò siamo andati in tutti i negozi di animali della nostra cittadina e del circondario ma posso affermare con certezza che sono gestiti da incompetenti in materia di tartarughine d'acqua (basta vedere come tenevano quelle in vendita!!! aiuto!!!!) per cui alla fine abbiamo ordinato via web e ci siamo trovati molto bene (infatti ora abbiamo ri-ordinato la UVB perché dopo 6 mesi si esaurisce).

Infine abbiamo sostituito la zona emersa fatta da pietre sovrapposte (che non sono molto stabili e comunque portano via spazio per nuotare) con una isola di sughero assemblata dal pater familias a suon di viti.

Quest'ultimo passaggio non è stato così immediato, perché ho dovuto far bollire e ribollire il sughero, e l'ho lasciato a mollo giorni per fargli perdere i tannini (per non ritrovarmi l'acqua tutta gialla), però è venuta bene ed ora ci cresce pure del crescione.


In inverno non trovavo più lumachine con guscio ed altri insetti da dare alla Nina, per cui si è dovuta accontentare del tarassaco, dell'insalata del figorifero e di latterini che ho comprato al super, tagliato a pezzettini e surgelato, scongelandone un pezzettino ogni 2 giorni circa.
Ai pesci non ho mai dato da mangiare perché hanno sempre mangiato con la tartaruga. Lei si mangia anche teste e code dei latterinini, e i gusci delle lumachine, per rinforzare il carapace.

E il futuro?

Intanto tutto l'acquario è stato sollevato da terra sopra un bel carrello con le ruote in modo che i bimbi che girano per casa non stiano sempre con le braccia a mollo.. ;-)
Poi le lampade ed il riscaldatore verranno spenti e il carrello verrà portato sotto il portico quando il caldo si sarà consolidato, per passare la stagione estiva sotto un sole vero...

...E chissà se i nonni concederanno un pezzo di Campo per farci un vero laghetto (ma basterebbe un vascone di 1 metro di profondità interrato) da poterci andare perfino in letargo il prossimo inverno?

(POST SU ORDINAZIONE)
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