In questi giorni ho voglia di vivere, di fare. Poca voglia di scrivere.
Eppure vorrei ricordare questi momenti fatti di ricerca della nostra nuova normalità; di sovrapposizione di immagini belle, e dolci, ad altre tristi, dolorose.
Momenti che fanno dimenticare per un po' le ferite e restituiscono alla pelle le sensazioni piacevoli del sole e dell'aria tiepida, delle carezze che non fanno male.
La nostra strategia è questa: siamo praticamente campeggiati perennemente sotto il portico, che i nostri vicini chissà cosa pensano.. mangiamo lì mattina-mezzogiorno-e-sera e il pavimento diventa regolarmente una spiaggia o una palude quando il gioco con la sabbiera si fa particolarmente intenso e il nostro contadinello decide che è ora di arare ed annaffiare.
Inoltre abbiamo finalmente riaperto la stagione delle gite: piccole, che pensate!, ma pur sempre gitarelle in campagna che non fanno badare a lavatrici e scatoloni, e ci fanno guardare negli occhi con occhi che hanno voglia di guardare.
E poi finalmente la sottoscritta ha smesso di piangere sul latte versato, ovvero sull'allattamento che ha dovuto precocemente e dolorosamente interrompere per cause di forza maggiore, e ne sta bassamente approfittando: oltre ai pomeriggi di sonno a piacimento, sabato si è concessa addirittura una pazza uscita serale col Pulce e Principessa a vedere il musical di Pinocchio (grazie Chichi!) con rientro a mezzanotte (no, non li ho rapiti).
Follie che solo biberon e marito santo possono concedere.
Coccole e bacini sono meglio dei cerottini






