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venerdì 30 settembre 2011

Ghiaccio a colori

[dal nostro blogger ospite Daniele DG]

Come fare un video astratto con cubetti di ghiaccio colorati

1) Prendi in subaffitto una casa e contatta un amico interessato a fare un video con te.

2) Preparate l'acqua colorata con semplice tempera per bambini.


3) Riempite le formine dei cubetti e mettete in freezer. Fate attenzione a non farlo diventare un'opera d'arte.


4) Disponete i cubetti a piacere su un pannello bianco e riprendete dalla verticale, un fotogramma ogni 10 secondi può andare bene. E' importante usare dei faretti per l'illuminazione: oltre a migliorare la resa fotografica scaldano l'ambiente (se si mettono tanti cubetti uno vicino all'altro si crea un microclima artico che ne rallenta lo scioglimento e le ore diventano molte ore).





5) Mischiate la ripresa ottenuta con un programma di montaggio ed il gioco è fatto.


mercoledì 28 settembre 2011

Il Quattordicesimo Quindici: trampoli di latta fai da te per giochi d'equilibrio


I Quindici, si sa, sono stati per me una grande fonte di piacere e meraviglia, soprattutto il numero Quattordici, a dire il vero.
Qualche tempo fa l'ho ricomprato su ebay ed è stato un tuffo nel passato. Soprattutto mi sono stupita, sfogliandolo, di quanto io sia stata influenzata, nei lavoretti che faccio col Pulce, dalle pagine di un libro ormai datato, con un'iconografia molto lontana dalla nostra cultura, in fondo.
Se poi mi guardo intorno nel web vedo tante proposte nei blog creativi che hanno una bell'aria di Quindici! Parlavo con Claudia di questo libro e di quanto abbia toccato la fantasia e la creatività dei bambini della nostra generazione, tanto che mi era venuta voglia di fare un sondaggio tra le blogger creative sull'argomento.... (Ma ancora ci sono da votare le foto fatte dai bambini!)

Dal Quattordicesimo Quindici ho preso le istruzioni per realizzare questo semplice gioco di equilibrio: I TRAMPOLI DI LATTA.
Ho usato due barattoli di latta del fruttosio, una forbice con le punte e dello spago. Tutto quello che vedete qui sotto.


Ho fatto (fare a mio marito) un buco con le forbici dai due lati di ciascun barattolo.
Ho tagliato due pezzi di spago alti più o meno come il pulce e li ho infilati nei buchi.


Ho annodato le estremità dello spago all'interno dei barattoli.



Ed ho consegnato il nuovo gioco d'equilibrio al Pulce. Più veloce di così!


E voi, quale lavoretto del Quattordicesimo Quindici avete realizzato, recentemente?

martedì 27 settembre 2011

Personalizzare le bavaglie della scuola materna con i colori per stoffa

Ma quella scansafatiche di Vogliounamelablu aveva ricamato le bavaglie del suo piccolo Pulce quando è andato alla scuola materna? No.


Vogliounamelablu, si sa, predilige i colori per stoffa, e si è ritrovata un po' in difficoltà a personalizzare le bavaglie per il corredino del Pulce perché le aveva scelte pratiche, di spugna, tutte colorate.
Che cosa ha fatto, dunque? Ha preso dei ritagli rettangolari da un vecchio lenzuolo di cotone bianco, gli ha imbastito un piccolo orlo tutt'intorno, e ha scritto il nome coi colori per stoffa (coi colori a pennello, ma un pennarello per stoffa è anche meglio).
Poi ha fatto una semplice cucitura a contrasto, a mano, con il filo dello stesso colore della scritta, per fissare il ritaglio su ciascuna bavaglia. Ha tolto l'imbastitura e bon.

Nel particolare che si vede sotto si nota come la scritta abbia retto benissimo a 3 anni di impietosi lavaggi in lavatrice. E dirò di più: dato che se riesco ad ottimizzare il lavoro sto meglio e il Pulce aveva bisogno di un giacchino col nome per fare disegno alla Scuola Primaria, quest'autunno ho staccato le etichette dalle bavaglie (passate al disastro-a-tavola Ciccetto) e una l'ho rapidamente attaccata al giacchino allo stesso modo. L'effetto è ingenuo ed infantile, ma (forse per questo) a me piace.



Questo piccolo post l'ho scritto in occasione del contest di Mamma Felice: Back to school (scade il 30 di settembre!).

lunedì 26 settembre 2011

Di leggerezza e di viaggi

Cara Stima,
ci siamo quasi, tanto vicine che a volte si sente il peso del viaggio e viene il dubbio di avere fatto un passo troppo in là. Ma a volte basta chiedere una strada, che vada all'orizzonte, e chi te la disegna ci mette tutto un firmamento e quasi quasi pure una stella cometa che non si sa mai, e tutto diventa davvero light, come dici tu.


E torna la leggerezza, il gioco, l'avventura, la voglia di viaggiare ancora. Dove andremo questa volta?

venerdì 23 settembre 2011

Topo Topastro: creare un softie da un papercraft pattern. TUTORIAL

Questo è il tutorial del piccolo softie che avevo cucito per una speciale blogamica, Claudia, e per il suo bimbo “Topastro”. L'avevo pubblicato già in inglese (più o meno) tanto tempo fa ma qui non avevo mai scritto niente! Claudia invece l'aveva presentato qui, già ambientato tra i suoi animali domestici ;-)



Ma perché mi è tornato in mente oggi?
Beh. E' successa una cosa strana: sono andata a prendere il Pulce e mi vedo uscire dalla scuola primaria una masnada di ragazzini festanti, ognuno con in mano uno di questi:


Che flash! Quel topino lo conosco! L'ho ritagliato tante volte nella carta e nel tessuto, lo scorso anno! Che ci faceva lì, moltiplicato per 50?!
L'ho chiesto alla maestra: ha trovato il modello su Famiglia Cristiana... Ma va?!?! Incredibile.. ;-)

...

Ma torniamo al tutorial. Io avevo cercato in rete un po' di idee per cucire un softie a forma di topo, perché lo volevo regalare al bimbo di Claudia, ed avevo trovato il mix perfetto tra semplicità e dolcezza in questo papercut pattern dal sito 3eyedbear.com che avevo provato a realizzare in carta.



Quindi ho completato il progetto:

- ingrandendo il pattern

- aggiungendo al pattern le chiusure della testa e del corpo del topino

- cercando il modo di fare stare in piedi il corpo del topino (una pietra!)

- trovando il modo di far andare su e giù la testa (tirando la coda!)

Ho cucito un primo topastro con il feltro bianco ed ho aggiunto alcuni particolari con i pennarelli per tessuto, tanto per essere sicura del risultato finale. Questo primo tentativo è finito sulla scrivania di mio fratello che gli ha fatto una bellissima foto (vero?):



Ora ero pronta! Se volete realizzare Topo Topastro anche voi potete scaricare il pattern rielaborato da me da qui:

Topastro Softie Pattern


Poi dovete:

- ritagliare i pezzi del topo da un doppio strato di tessuto tenuto insieme da qualche spillo: io ho usato del feltro per dare supporto e, all'esterno, della lana infeltrita ottenuta da un morbidissimo maglioncino grigio chiaro.

- cucire un nastrino al centro della testa (dove ho messo la crocetta) sul lato interno del feltro (sarà la codina)

- far passare il nastrino attraverso il piccolo foro sul retro della testa (asterisco)

- cucire la testa dandole una forma di cono e cucire il retro della testa (BACK HEAD) alla testa usando il punto festone. Prima di chiudere aggiungere l'imbottitura

- cucire il corpo dando una forma di tronco di cono e cucire ad esso la parte superiore del corpo (BODY TOP), lasciando una fessura sulla parte posteriore, dove dovete passare il nastrino (asterisco)


- cucire il fondo del corpo (BODY BOTTOM) al corpo dopo avere introdotto una piccola pietra e dell'imbottitura prima di chiudere. Lasciate una fessura sul retro e passateci di nuovo il nastrino (asterisco)


- tagliate il nastrino della lunghezza che preferite per creare la coda ed infilateci una grossa perlina prima di fare un nodo sulla punta

- applicate i particolari come preferite: io ho aggiunto denti, piedini, naso e occhi di feltro colorato. Poi completate con dei ricami a punto erba per definire le linee (bocca, braccia, gambe)


E il gioco topino è finito, e dice sempre di si (a differenza del mio Cic)!
Buon divertimento!!

.. ma... perché non provare anche col formaggio?

martedì 20 settembre 2011

La scuola giusta


 immagine presa da qui

Che la scuola giusta sia una scuola pubblica non c'è neanche da dirlo.
E poi lo spiega benissimo Mamma F in questo post e sull'argomento ho poco da aggiungere. Ma qualche considerazione mi va di farla, una settimana dopo l'inizio della scuola del Pulce, quella vera, la scuola primaria.
Non sono una esperta di didattica, questo no. Ma di sicuro sono un'esperta dell'altro lato della faccenda, quello dell' apprendimento - titolo faticosamente guadagnato sul campo ;-) .
Quando mi metto a parlare di queste cose con mio fratello viene sempre fuori la discussione su cosa ci sia alla base dell'apprendimento, e ci ritroviamo sempre d'accordo: la motivazione.
Il Pulce di motivazione ad imparare ne ha davvero un sacco, come tutti i bambini. Si tratta di fare in modo che  la scuola, l'istituzione, non frustri la sua voglia di sapere ma lo accompagni in un sua personale scoperta del mondo. Sogni?
Perché di Scuole Pubbliche ce ne sono tante, e le istituzioni sono fatte di persone.

Quando ero piccola io non c'era stato bisogno di scegliere. Si andava a piedi alla scuola di quartiere e stop.
Col Pulce non è stato così semplice, finita la scuola materna comunale le possibilità erano tante, perché una scuola primaria nel nostro quartiere non c'è. Abbiamo ridotto il campo a due scuole primarie statali:
Scuola Pubblica 1: naturale continuazione della scuola materna del Pulce, tutti i suoi compagni di classe ci sarebbero andati. Scuola storica del centro città, un piccolo cortile sassoso, uno stile di insegnamento "classico" (o meglio retro).
Scuola Pubblica 2: un po' più scomoda da raggiungere, struttura anni '70 con tanto verde e aree comuni, scuola storicamente "sperimentale" della città, che proprio sperimentale non può ormai più essere, grazie alle attuali politiche sulla scuola.

Privilegiare la continuità delle amicizie del Pulce o puntare sullo spirito della scuola? Abbiamo scelto la seconda e l'abbiamo azzeccata.
Si potrebbe dire che è troppo presto per dirlo, ad una settimana esatta dall'inizio delle lezioni, ed un po' di cautela forse ci starebbe bene, ma quando vedo il mio bambino sereno e sicuro, scomparse le paure dell'estate, non posso fare altro che sorridere e gioire.
E poi leggo dal suo quadernino:
Saluto augurale
 Settembre 2011 - giugno 2010: un'altra avventura di vita. Nel porgere a tutti i miei più calorosi saluti, auguro che, nonostante le difficoltà crescenti, sia ricca, stimolante, densa di esperienze, proiettata verso un futuro aperto alla conoscenza, alla relazione, alla cura delle proprie emozioni, alla capacità di pensare.
Il Dirigente Scolastico (della scuola del Pulce)


 E, ancora, il Pulce mi racconta: "La maestra ci ha detto che ogni mattina canteremo insieme, per cominciare bene la giornata" e una giornata così la vorrei cominciare anche io. Le classi non le ha fatte nessuno: tutti i bambini il primo giorno si sono seduti ai tavolini, raccolti in piccole isole, vicino a chi volevano loro, e così sono venute naturalmente. Appena smette di piovere tutti fuori a giocare e sfogarsi, per spezzare la mattina, perché tanto ognuno ha gli stivalini di gomma portati apposta per quello. E le maestre che sapevano già i nomi di tutti i bambini prima di iniziare l'anno, li accolgono sorridendo e poi, fuori dalla scuola, mi chiedono: "Come le sembra il bambino, felice? Perché a noi sembra di si!" ed io a stupirmi che a loro importi qualcosa.

Contemporaneamente, nella Scuola Pubblica 1... le classi costituite con appello individuale il primo giorno, i bambini seduti in lunghe file nei banchi di fronte alla maestre. Il secondo giorno di scuola punizione perché alcuni avevano fatto baccano, nessuno è potuto uscire in cortile. Il quarto giorno, inizio del tempo prolungato, usciti alle quattro avevano ancora i compiti da fare.

Sono sollevata, dicevo, ma la domanda mi resta. Perché di Scuole Pubbliche ce ne sono tante?
E perché ancora deve essere una sperimentazione, da relegare a sezioni o scuole speciali, applicare principi di didattica più in sintonia con la crescita dei nostri figli?

La mamma di un nuovo compagno di scuola del Pulce, anche lei decisamente soddisfatta dei primi contatti con la scuola, un pomeriggio mi ha detto: " Sai, il mio bambino è un po' sensibile, ha proprio bisogno che la mattina uno lo saluti e magari gli chieda gentilmente come sta".

Ma in fondo non ne avremmo bisogno tutti?

venerdì 16 settembre 2011

Ed ora si vota! CANDY CAMERA NEWS 2011/5


Qui al CANDY CAMERA 2011 è giunta l'ora delle votazioni!!


Che emozione... Mamma Claudia si augurava tanto di raggiungere la quota 20 "foto bambine" in gara, ma io sotto sotto non ci speravo. E invece gli scatti da votare son ben 24!
Qui sotto pubblico le ultime foto arrivate con una piccola presentazione per ciascuna, ma prima di votare consiglio di ammirare tutte le foto in gara che si trovano alla solita pagina CANDY CAMERA 2011.
La scadenza è il 30 di settembre.

Come l'anno scorso, al termine delle votazioni riceveranno un piccolo premio i bambini che avranno ricevuto più voti per ciascuna classe di età. Manca ancora da estrarre a sorte il vincitore della Eye-spy Camera.. ma c'è una piccola novità. Il mio bambino grande, che qui di solito chiamo "il Pulce", è un tipo molto curioso, diciamo curioso come la mamma. Inoltre adora ricevere posta, diciamo che l'adora quanto l'adora ricevere la mamma (se non sono bollette). In questi giorni quando mi vedeva al PC mi saltava in braccio e voleva subito guardare le foto appena arrivate. Lui, che ha un suo lato competitivo, vorrebbe vincere con la sua foto grazie alle votazioni. Però questa cosa delle votazioni in fondo non gli va giù e vorrebbe anche decidere lui la foto vincitrice. Allora abbiamo fatto un accordo che lui avrebbe deciso la sua foto preferita e avremmo spedito all'autore un disegno del Pulce come "premio". Chi sarà non è difficile da immaginare!

Allora in bocca al lupo ai fotografi, tanto io ho già vinto!!! ;-)
Infatti ora vado a rileggermi quello che che mi scrive una gentilissima mamma blogger a proposito del messaggio sotteso all'iniziativa (grazie!):

Quello che ho colto io è di fiducia nei confronti dei nostri bambini (perchè tutte noi siamo gelose della macchina fotografica, o cellulare che sia - io ho dato in mano l'ipod touch mio marito mi guardava malissimo...), di fare attenzione e incuriosirci a cosa vedono, al loro punto di vista così diverso dal nostro, di condividere tempo insieme all'aperto, di condividere le scelte (troppo spesso scegliamo per loro).

Ed ecco le ultime foto in gara:

17) IL GABBIANO NELLA MIA SPIAGGIA ce l'ha mandata Valerio (6 anni) ed ha subito conquistato il mio Pulce


18) ASILO l'ha scattata Daniele Malorzo di 3 anni! La sua mamma Claudia mi scrive con tenerezza che Daniele ha scattato questa foto il 14 settembre 2011 al suo primo giorno di asilo!


19) AL MARE COL BABBO, ce l'ha mandata Ilaria, la mamma di Anna. La piccola fotografa ora ha 3 anni, ma ne aveva 2 quando l'ha scattata! La sua mamma si sofferma su dettagli interessanti: "Ci piace perchè la foto l'ha fatta al babbo ma ha ripreso anche la sua ombra e la mia (mamma). Quindi foto di famiglia "ombra". Io non avrei saputo fare di meglio."




20) MIA SORELLA, l'ha scattata Matt che ha 3 anni e quasi 4. Ed è molto probabile che qualcuno sappia di quale specialissimo Matt stiamo parlando.. Ebbene: Matt era indeciso se scegliere tra treno con le unghie e la sua sorellina. Alla fine ha puntato sulla dolcezza!


21) CAPELLI è una foto di eSSe, una bimba di quasi 4 anni. La sua mamma ha fatto un po' fatica ad aiutarla a scegliere perché quest'estate eSSe ha scattato un bel po' di foto, con gran soddisfazione.. Però sul titolo pare non abbia avuto alcun dubbio!



22) UNA PIANTA CHE SEMBRA UNA STELLA MARINA. E qui riporto semplicemente la letterina della sua autrice:" Ciao Mela Blu, sono Giulia, ho cinque anni, e questa estate sono andata in vacanza con mamma e papà in Salento. Ti mando una foto di un giardino bellissimo, dove c'erano tante cose da vedere, le piante e gli animali.
Il titolo di questa foto è: Una pianta che sembra una stella marina". Grazie, Giulia!


23) IL MIO MIMIMU. Luna, una bimba di 2 anni e 7 mesi ha fatto questo scatto al suo fratellino Alex, il suo soggetto preferito. Questi scatto mi ricordano qualcuno.. ;-) . Strano il titolo che ha scelto, vero?!


24) SCACCIAMOSTRI STRACOLORATO. Ecco l'ultimo scatto in gara, quello della fotografa in erba  Matilda, sei anni appena compiuti. Rappresenta un cartello che vieta l'ingresso ai mostri cattivi, disegnato da lei e appeso alla porta di casa interna, quella interna a vetri, qualche settimana. Matilda dice che ha scelto questa foto rispetto ad altri scatti perché le piacevano i colori visti con la luce che passa attraverso. Io ringrazio tanto la sua mamma Nina per avermi scritto questa descrizione, che dà ulteriore spessore alla bella fotografia.


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