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sabato 19 novembre 2011

Il gattino stella. Biglietti di auguri natalizi fai da te con i timbri in gomma crepla. TUTORIAL


La Bubu - il gattino stella

Trovo molto interessanti le potenzialità della gomma crepla per realizzare dei timbri fai da te.
Lo scorso anno i biglietti di Natale li avevamo fatti così, semplicissimi: timbri e cartoncini colorati.
Volete provare?

Qui sotto, il materiale:

- cartoncini colorati
- taglierino o forbici
- tappo di sughero grande
- foglio di gomma crepla/forme di gomma crepla pre-tagliate
- pennarelli
- acrilico argento e pennello
- pennarelli coprenti a punta fine (tipo uni posca)
- pennarello indelebile argento
- colla forte
- barattolo grande



Per fare il timbro stella ho usato la tecnica descritta in questo post, ritagliando una stella dalla gomma crepla ed incollandola su un supporto maneggevole e di dimensioni adatte (tappo di sughero grande).
Per il colore ho provato ad utilizzare un acrilico argento, denso, stendendolo a pennello sul timbro. La gomma crepla non ha praticamente assorbito il colore, restituendolo quasi integralmente. La resa è stata assolutamente differente da quella classica del timbro con tampone di inchiostro o colorato a pennarello (come facciamo noi): meglio evitare di premere troppo forte sul cartoncino, sennò si sbava tutto in contorno!!

Asciugato l'argento di base, ho completato con particolari con pennarelli indelebili a punta fine, scegliendo dei colori semplici e cercando di dare espressività alle mie stelline un po' pagliacce.


... ne è uscito tutto un coro!


Il timbro grande, un cristallo di neve pre-tagliato, l'ho incollato su un barattolo a mo' di rullo per risolvere il problema della dimensione; ma solo dopo che sono rientrata in possesso del Quattordicesimo Quindici ho capito che anche questa soluzione mi era arrivata da lì, rimasta per anni in un angolo della memoria..


I cristalli di neve servivano per biglietti un po' ufficiali. Ho colorato la crepla con un pennarello blu scuro e poi con un velo di acrilico argento, tanto per "sporcare" il timbro. Ne è uscito un effetto ancora diverso, un po' cangiante. Qualche scritta con il pennarello indelebile argento, il foro per il nastrino e il biglietto era pronto.

Con i gattini-stella invece abbiamo personalizzato i pacchetti regalo per i nostri amici più cari, con qualche tentativo di realismo: chi riconosce il Signor Manzato? ;-)

mercoledì 16 novembre 2011

Nuove avventure nella traduzione


[dal nostro blogger ospite DanieleDG]

Dopo avervi mostrato un tentativo di traduzione da Robert L. Stevenson, oggi è il turno di David Foster Wallace. Dovete sapere che ho cercato di leggere in lingua originale The Pale King ma mi sono arenato per l'eccessiva presenza di parole come shattercane (sorgo) e jimsonweed (stramonio) che mi avrebbero fatto consumare il dizionario. Ora mi sono ridotto a leggere Il re pallido in italiano.



Mentre lo leggevo in inglese ne ho tradotto un pezzetto che ho così l'occasione di confrontare con la traduzione "ufficiale" di Giovanna Granato per Einaudi.

Comincio io:

"Il quinto effetto ha più a che fare con te, come sei percepito. E' potente, sebbene il suo uso sia più ristretto. Fai attenzione. Con la prossima persona adatta con cui stai conversando, ti fermi improvvisamente nel bel mezzo del discorso, la guardi attentamente e dici: "C'è qualcosa che non va?". Lo dici in modo preoccupato. Lui dirà: "In che senso?". Tu dirai: "C'è qualcosa che non va. Sono sicuro. Cos'è?". Lui apparirà sbalordito e dirà: "Come facevi a saperlo?". Non capisce che c'è sempre qualcosa che non va, per tutti. A volte più di una cosa. Non sa che tutti vanno in giro continuamente con qualcosa che non va, credendo di stare esercitando una grande forza di volontà e di autocontrollo per non darlo a vedere agli altri, per i quali pensano non ci sia mai niente che non va."
Ora DFW:

"The fifth effect has more to do with you, how you’re perceived. It’s powerful although its use is more restricted. Pay attention, boy. The next suitable person you’re in light conversation with, you stop suddenly in the middle of the conversation and look at the person closely and say, "What’s wrong?" You say it in a concerned way. He’ll say, "What do you mean?" You say, "Something’s wrong. I can tell. What is it?" And he’ll look stunned and say, "How did you know?" He doesn’t realize something’s always wrong, with everybody. Often more than one thing. He doesn’t know everybody’s always going around all the time with something wrong and believing they’re exerting great willpower and control to keep other people, for whom they think nothing’s ever wrong, from seeing it."


Per finire la traduzione ufficiale:

"Il quinto effetto dipende più da te, da come ti considerano gli altri. E' efficace anche se ha un uso più limitato. Facci caso, ragazzo. Appena ti trovi a fare due chiacchiere con la persona giusta, interrompiti all'improvviso a metà del discorso, guardala dritto negli occhi e di': "Cosa c'è che non va?" Dillo in tono preoccupato. Quella dirà: "In che senso?" E tu: "Qualcosa non va, si capisce. Che cos'è?" E quella ti guarderà sbigottita dicendo: "Come fai a saperlo?" Non si rende conto che c'è sempre qualcosa che non va, in tutti. Spesso più di una sola cosa. Non sa che tutti vanno sempre in giro con qualcosa che non va e sono convinti di fare un grande sforzo di volontà e di controllo per impedire agli altri, che secondo loro non hanno mai niente che non va, di accorgersene."


Molteplici osservazioni possibili sulle differenze tra le traduzioni. E si capisce chi vince, con spesso una scelta migliore dei termini e non solo.
Mi sembra però più interessante il contenuto del pezzo. Questa sensazione di portare sempre dei problemi da nascondere è dell'uomo o dell'uomo moderno?



lunedì 14 novembre 2011

Pop Light



Un fiore ancora in boccio
dal capolino dorato
è spuntato nel prato
di poliuretano espanso.


Momento Light by Stima Di Danno
(e pure la foto - grazie!)

venerdì 11 novembre 2011

Poppy Cat e le decorazioni in pasta di sale per l'albero di Natale

Un lungo fine settimana di pioggia, DUE bambini pieni di voglia di fare insieme, una mamma (io).

Portiamoci avanti, facciamo delle nuove decorazioni di pasta di sale per l'albero di Natale! (chissà come sono messe quelle dell'anno scorso..).

Un inizio frenetico, caotico: il Pulce non si ricorda bene le caratteristiche del materiale e il Cic all'opera coi lavoretti è una bella sfida. Poi abbiamo preso tutti confidenza, e la mattinata ha cominciato a prendere forma... di gatto!


Il Cic si è divertito a: rompere i panetti di pasta di sale, buttare in terra i pezzi, mangiare la pasta di sale. Aggiunta la variante degli stuzzicadenti (per rendere solide le strutture e disegnare sulle superfici) è andata meglio, si è divertito a: infilare e sfilare gli stuzzicadenti dalla pasta di sale appena raccattata dal suolo, buttare per terra gli stuzzicadenti a manciate.

Io e il Pulce nel frattempo ci abbiamo dato dentro con le formine per biscotti, gli attrezzi del didò, qualche chiodo di garofano e un po' di fantasia:

un albero di Natale

una stella gatto

omini di panpepato e animali del bosco


Ma chi è la gattina che lancia al nonno il prezioso avvertimento: "Attenzione - non sono biscotti ma pasta di sale"? E' la nostra beniamina Poppy Cat!
Il Pulce l'ha scoperta da piccolo grazie alla Ziadani, ed ora anche il Cic è in pieno trip: come resistere alla tentazione di scoprire cosa si nasconde sotto le alette di stoffa colorata di "Al calduccio Poppy Cat" o "I gochi di Poppy Cat"?



More about Il sogno di Poppy Cat


(In realtà, Paola, io ti consiglio il mio preferito, il libro pop-up "Il Sogno di Poppy Cat" - anche se al Cic non lo faccio ancora distruggere. Oltre ad essere bellissimo e coloratissimo ha anche una trama poetica e coerente. E chissà, Pulce mio, se qualche pop-up riusciremo presto a costruirlo anche noi?)


I Venerdì del libro sono un'iniziativa di Home Made Mamma.

Biglietti di auguri fai da te con le figurine doppie

Un lungo fine settimana di pioggia, un bambino pieno di voglia di fare con la mamma, un mazzo di figurine doppie di animali.
Portiamoci avanti: facciamo insieme dei biglietti di auguri per i pacchetti natalizi! Noi abbiamo poche tradizioni legate al natale, ma a me fare i bigliettini è sempre piaciuto, ogni anno diversi. Quest'anno mi è venuto che li facciamo così, un po' selvaggi e un po' di riciclo.

Prendiamo dei cartoncini colorati un po' spessi, magari pezzetti di cartoni recuperati da altri lavoretti. Nel cassetto abbiamo trovato anche del cartone dorato, ricordo di un'ottima torta gelato.
Prendiamo delle figurine (o degli adesivi o dei ritagli di giornale e la colla stick, che è la stessa cosa).
Prendiamo anche qualcosa per tagliare: taglierino o forbici, e anche una perforatrice.


Il primo passo è il più divertente: scegliere le figurine che potrebbero essere più adatte a comparire su dei biglietti augurali..

(attenzione: presto il tavolo da cucina potrebbe trovarsi in queste condizioni!)

Perché non è scontato! Immaginate cosa potrebbe pensare un amico che ricevesse un pezzo di sedere di giraffa, un'orrida scolopendra, una medusa spiaggiata.. (certo, dipende dall'amico..) :-D



Il secondo passo è opzionale, ma non per il Pulce, che ci ha tenuto a mettere in "ordine di bellezza" (MIV, ne sai qualcosa?) le figurine prescelte, ed ecco qui la lunga carrellata:


Poi bisogna ritagliare i cartoncini della dimensione preferita (noi abbiamo scelto una misura poco più grande delle nostre figurine) e appaiare le figurine al colore di cartoncino più azzeccato, attaccandovele sopra.
Quelle in arancione sono venute benissimo, non c'è che dire..


... ma quelle in oro, preziose, sono state le più apprezzate dal piccolo autore...


Un altro passaggio divertente è quello della fabuchi (ops! della perforatrice) che nel nostro caso assolve una doppia funzione: crea il buchino dove legare il nastrino con cui attaccare il biglietto al regalo ma, soprattutto, elimina l'antiestetico numero agli angoli delle figurine ;-)


Infine non resta che contemplare il lavoro accoppiando ogni biglietto a ciascun amico. Grandi esercizi di scrittura per il Pulce!!!




Chissà il Signor Manzato che animale sarà? 


P.S. Che poi io sono doppiamente contenta per aver fatto questo lavoretto col Pulce: un po' perché siamo stati tutto il pomeriggio a lavorare insieme in armonia, e lui era gasatissimo perché ormai molti passaggi riesce a realizzarli autonomamente e io mi rendevo conto che stavamo facendo proprio quel che volevamo, senza forzature. E poi perché ho trovato il modo di riusare quelle maledette figurine, che a me sono sempre state piuttosto antipatiche perché erano un gadget di un supermercato. E a me il ruolo di "consumatrice al quadrato", si sa, è sempre stato decisamente stretto (e il povero Pulce ha potuto completare l'album -con sua gran soddisfazione- solo grazie al contributo di nonni ed amiche gentili).

martedì 8 novembre 2011

Falling (in love) ai laghi di Lamar. Il mio Ninestrone


Nina cara, ti scrivo qui la ricetta del nostro Ninestrone preferito, leggero come una ninestrina e dal sapore delicato (sa di foglie secche stropicciate, ti avviso).

Prendi una famigliola e mettila in un camperino westfalia.
Aggiungi un po' di chilometri macinati.
Scalda il tutto con un sole tiepido d'autunno.
In silenzio, fai riposare - ma non troppo - ai bordi di un piccolo lago, all'ombra di tre faggi gloriosi.

Lascia respirare ancora un poco, aggiungi riflessi d'oro e colore, colore caldo che cade dal cielo.


Infine servi con un sorriso.

"Raccontate dunque, inventate, disegnate, fotografate, cucinate o silenziosamente mostrate la vostra sinfonia-minestrone, un tutti insieme appassionatamente che è attorno a voi, di fronte agli occhi, o nei meandri dei pensieri. Quell'insieme di ingredienti che vi fa sentire a casa anche quando non ci siete dentro,che vi conforta con piacevole tumulto, un disordine armonico che voi ben riconoscete, perché contribuisce alla riuscita della vostra personale sinfonia."

giovedì 3 novembre 2011

Softie polpo dalla crestina d'argento. Free pattern

Santa Lucia si avvicina, e se fossi una vera creativa sarei già in ballo con forbici e tessuti, colle e colori per preparare dei regalini fai da te ai miei bambini.
Invece per il Pulce sto pian piano costruendo una torre... di libri e libretti, e per il Cic sono ancora in alto mare!

Il Cic è frustrante, ragazzi. Lo scorso anno mi sono messa lì a disegnare e cucire un softie tutto per lui (con gli avanzi dello sky mobile e morbidi tessuti di recupero da abiti usati) e lui niente. Questa è l'unica foto che possa testimoniare che ci ha giocato almeno un po'. Per il resto lui è tutto martelli e macchinine.



Mi consolo, lasciando qui il dolce ricordo di quelle sere a giocare, da mamma, con il foglio e la matita, a litigare con la macchina da cucire e immaginare come attaccare la crestina d'argento,


a scegliere i tessuti per i tentacolini, ognuno di una consistenza diversa, a ricamare a punto erba come mi hanno insegnato da piccola, perché le linee prendessero consistenza sotto i piccolo polpastrelli, e poi tagliar corto con un tocco di colore per stoffa.

Dal solito Scribd chi vuole può scaricarsi il pattern. I tentacoli sono delle U tutte uguali, solo cucite al corpo un po' sovrapposte tra loro dopo essere state riempite di lana grezza, come il corpo e la crestina. La crestina è fatta con del tessuto argentato molto brillante e cucita in un taglio diagonale sulla testa in modo che rimanga ben dritta. Prima di chiudere la testa, in alto, ho infilato due nastri di raso rossi, ad anello a mo' di orecchiette.

Pattern Polpo Crestina


A me il polpo crestato è venuto così.


Dopo un anno il Cic continua a preferire dormire col mio maglionene, le maracas preferisce ciucciarle e scommetto che la prossima Santa Lucia il suo gioco preferito sarà il fieno del mazzolino.
Eh, vabbé..


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