not follow

DISABLE RIGHT KEY

lunedì 12 settembre 2011

Pronti per la scuola? Decorare e personalizzare lo zainetto con i colori per stoffa


Se il mio fosse un blog creativo serio, questo post l'avrei scritto settimane fa, in modo da lasciare il tempo di ispirarsi a chi voleva.
Invece oggi abbiamo sistemato le ultime cose per la scuola del Pulce, ed oggi mi va di lasciare una traccia di..    ..di come abbiamo cercato, come spesso accade, di trasformare la tensione in creatività.

Perché di tensione qui ce n'è molta. Tutto è pronto, ma il Pulce di andare a scuola non ne vuole proprio sapere.

Ha cominciato mesi fa ad avere paure catastrofiche, tipo delle glaciazioni o dei meteoriti o della trasformazione del sole in nana bianca ..
Dopo le ferie si è ridimensionato e le paure hanno preso forme più domestiche (i locali fatti di cronaca non hanno aiutato). Ha cominciato a sentire il bisogno di pregare per tranquillizzarsi.
Infine mi ha dichiarato che ha paura del futuro e non gli piacciono i cambiamenti. Ok, mi son detta. Almeno me l'ha tirato fuori e non avrà bisogno di somatizzare o mettere in atto comportamenti strani. Però, di fronte a paure così universali, rassicurare è dura. Abbiamo optato per la mossa: "i bambini devono fare e pensare cose da bambini" e l'abbiamo inserito in un gruppo pre-scuola con successo: è rimasta una sana paura del buio. Ma ora il momento è giunto, domani si va a scuola e, nonostante le infinite sdrammatizzazioni e i racconti di vita, si è convinto che il primo giorno gli chiederanno quanto fa 1000+1000 o roba così. (Tiro un profondo sospiro)

Ma arriviamo allo zainetto: come già anticipato abbiamo cercato di acquistare materiale per la scuola piuttosto anonimo; la scelta era troppa, e il Pulce non è affezionato a nessun personaggio ora in voga. Lo zainetto è rosso come l'astuccio che abbiamo personalizzato la scorsa settimana, ed è stato decorato con la stessa tecnica (ma è venuto più bello).

Per prima cosa ho chiesto al Pulce di fare dei disegni semplici col pennarello indelebile nero a punta grossa sullo zainetto, ma lui non se l'è sentita. Allora ha fatto dei disegni su normali fogli di carta ed io li ho copiati sul tessuto sotto la sua supervisione.


E, sempre sotto la sua supervisione e direzione artistica (estremamente condizionante nella scelta dei colori!) ho ripassato il disegno con i colori per stoffa in tubetto con beccuccio.

Ne è venuto fuori un tirannosauro-drago


e uno pseudo-triceratopo pagliaccio con la pianta spinosa e il nome. Decisiva la scelta di ricoprire l'unica strisciolina di tessuto bianco, con una spessa linea multicolore.


Nello zainetto, tanti quadernoni con le etichette personalizzate, di cui scrivo in un altro post.

Buona notte, e buona avventura, mio adorato Pulce! Con la fantasia colorerai il tuo mondo.


sabato 10 settembre 2011

Personalizzare l'astuccio della scuola primaria + 6 nuove foto bambine! CANDY CAMERA NEWS 2011/4

Avrei voluto cucire con le mie mani uno splendido astuccio per accompagnare il Pulce nella nuova avventura che inizierà lunedì.
Avevo l'idea, l'ho confrontata con un'esperta, ho trovato i materiali.. ma non mi sono fidata delle mie capacità e non avevo lo spirito per prenderla così, sullo sperimentale.
Alla fine gli ho comprato un bell'astuccio rosso, come il semplice zainetto, e mi sono ripromessa di personalizzarglielo.
Ma avete presente gli astucci rigidi con gli scomparti e le cerniere? Come si fa ad applicargli su qualcosa?!
 Bah, dato che dovevamo siglare tutto il materiale scolastico abbiamo ricoperto il tavolo con la cancelleria nuova e il papà ha cominciato a scrivere il nome sui pastelli: vai di pennarello indelebile!


Il passaggio successivo è venuto di conseguenza, detto fatto:

- ho chiesto al Pulce di scrivere il suo nome sull'astuccio con l'indelebile nero, a punta grande

- ho ripassato la scritta seguendo le sue indicazioni di colore (una lettera per colore, ovviamente!) con dei colori per tessuto in tubetto, col beccuccio piccolo in modo da distribuire una striscia sottile di colore in rilievo. Con i colori sono stata all'interno della scritta di base, nera, in modo che il nome si stagliasse ancora meglio sul colore di fondo. Questa volta ho preferito fare io il lavoro di fino..

- abbiamo fatto asciugare molto tempo, più di un giorno, e il risultato mi sembra.. magari un po' semplice, ma efficace ed allegro. Altri suggerimenti?



Ma orsù passiamo al:
- CANDY CAMERA NEWS 2011/4 -
Perché ci sono un sacco di foto nuove, anche venute da lontano!


 10) NUVOLE D'ESTATE, scattata dall'altra vincitrice dell'anno scorso, Greta (quasi 6 anni)


11) GIOCHI AL MARE, Matteo (3 anni e 10 mesi). E intendo dire questo Matteo!



12) FOTO PER LE MACCHININE, e l'ha scattata una Simpatica Canaglia (quasi 5 anni)



13) PALLA, una foto di Marco Fontana (3 anni giusti giusti), fratellino di Dario, vincitore dello scorso anno.


14) AT THE ZOO!!! just arrived from the young artist Cassie, 5 years old, United States of America


15) LA DISCESA, scattata da Simone un grandone di 5 anni


16) LA MIA MAMMA A SIENA, e si intende la mamma di Stefano, che ha ben quattro anni.

martedì 6 settembre 2011

Dove andare coi bambini quando piove - 2 parte. Laboratori Sforzinda al Castello Sforzesco di Milano

A giugno, un sabato di pioggia siamo stati al Laboratorio ReMida dell'Idroscalo, e l'avevo già scritto.
E la domenica?
Avremmo dovuto andare tutti insieme al Castello Sforzesco di Milano, che io ho visitato al suo interno (di sfuggita) solo una volta quando ero piccola, e sicuramente qualche attrattiva per il nostro Pulce la potrebbe presentare. In più per il Pulce avevo prenotato due laboratori Sforzinda a tema medievale, in modo da rendere la proposta ancora più allettante.



Che poi se invece di piovere avesse fatto bel tempo, anche in questo caso saremmo passati in modalità Gita Minima ed avremmo fatto il picnic al Parco Sempione.

E invece con la pioggia sono venuti pure i malanni, anche se era primavera inoltrata, per cui io e il Ciccetto siamo stati a casa al calduccio, e questa gita ve la devo raccontare per passaparola, in un certo senso, e con foto scarsine. Vabbé, accontentatevi del tour virtuale di Sforzinda e di un paio di immagini prese a prestito (qui e qui).


Insomma il Pulce e il suo papà la domenica sono andati a Milano e sono tornati all'ovile soddisfatti e armati. Questo il pugnale costruito e fotografato dal Pulce:


I laboratori durano tutto l'anno, ed il programma è molto fitto e dettagliato, cercatelo in fondo a questa pagina del sito ufficiale. Secondo me è un buon modo per andare incontro all'autunno.

Eye-spy camera in regalo e 9 foto. CANDY CAMERA NEWS 2011/3

L'anno scorso, per far un po' girare la voce sul blog candy "CANDY CAMERA", avevo messo in palio i tappi timbri dell'alfabeto e un paio di orecchini home made.

Quest'anno avevo in mente tante cose, ma alla fine ho realizzato solo questa, una riproduzione relativamente fedele in feltro della macchinetta fotografica con cui scatto tutte le foto che metto nel blog. Avete presente le eye spy bag?!? Eccola qui.





Non sono molto soddisfatta del risultato, e d'altronde anche l'oggetto di partenza è quel che è, non certo una bella digitale professionale.. ;-)


E' solo un semplice parallelepipedo con un cerchio e un rettangolo sui lati grandi, però dalla finestrina tonda si vede un mondo di oggettini tutti da scoprire, e in quella rettangolare ci metterò una foto. Non quella dell'uccellino come si vede, ma la foto che mi manderà chi vincerà questa "Eye-spy camera"! (Infatti come si vede non ho finito di cucirla. Grazie a Chichi per il suggerimento dello schermo-foto).

Questo giochino - più che altro un ricordo - andrà estratto a sorte tra i primi 20 che manderanno una "foto bambina" per partecipare al CANDY CAMERA 2011.
Ora siamo a quota 9, manca poco più di una settimana alla scadenza e io so bene che è un obiettivo troppo ambizioso, ma tant'è.

Intanto guardiamoci insieme le prime fotografie giunte, con i post che le presentano (o quasi):

1) LA PIANTA CON LA LINGUA, scattata da Benedetto (tre anni e dieci mesi), che ha passato infuocate vacanze in Sicilia.



2) GATTO FEROCE, scattata dal mitico Topastro (4 anni compiuti a maggio) che ci fa sempre un sacco di pubblicità.





3) LA DANZA DEL RE, studiata dal mio Pulce (5 anni e mezzo) in un bel pomeriggio d'estate.




4) PRONTI, PARTENZA, VIA..., scattata da "Sir" Edoardo


5) LE MIE VACANZE, un'immagine colta da Alessandro (quattro anni), uno dei vincitori dello scorso anno



6) FIORELLINI, scattata dal piccolo Federico (2 anni e 8 mesi)


7) LA MIA AMICA DILETTA, colta dalla tenera Letizia (2 anni e 8 mesi)

8) CHEESE!, uno scatto di Nastassia (6 anni), che fa parte di un'intera, affascinante sessione fotografica in terre deserte


9) LA MAMMA E IL PAPA' SUL TRENO, G. dagli occhi grandi (quasi 4 anni)

lunedì 5 settembre 2011

Gite minime in vacanza. In Umbria coi bambini/2: Perugia e dintorni

Questo post completa gli "appunti di viaggio" della nostra recente vacanza in Umbria. La prima parte si trova qui.
Siamo tornati solo due settimane fa ma sembra passato un secolo; l'abbiamo voluto scrivere a quattro mani io e mio marito per riassaporare, ancora una volta, i climi (soprattutto emotivi) vissuti in famiglia durante il viaggio. Sono un punto di arrivo, e allo stesso tempo un punto di ripartenza.

L'idea di partenza era che dall'agriturismo di Bevagna ci saremmo spostati in un campeggio sul Lago di Pediluco, passando prima a trovare due amici di Perugia.
Non li vedevamo da anni, ma nonostante questo l'accoglienza è stata veramente spontanea e calorosa! Un giro con loro in centro a Perugia ed eravamo già conquistati dalla città. Il Pulce si è messo ad immortalare tutti i grifoni che scovava sui palazzi (e ce ne sono tanti)


mentre io ho cominciato a desiderare di trovarmi nell'atmosfera della piazza principale la sera del concerto di Daniele Silvestri.



Detto fatto, la nostra amica ci ha trovato un freschissimo campeggio a 6 km da Perugia e così siamo finiti sul Colle della Trinità, al Camping "Paradis d'Eté", nel regno di Marcello (qui immortalato gentilmente dal Pulce).


Ci siamo messi in modalità camping lasciando finalmente esprimere al furgone-camper tutte le sue potenzialità



ed abbiamo rispolverato mobiletti anni '70 ancora essenziali per respingere gli attacchi di formiche e Ciccetti ai beni commestibili.


(Alla fine l'orrendo mobiletto non ha retto a tutte le invettive che gli ho lanciato durante lo smontaggio e per fortuna si è definitivamente rotto. Giusto oggi gran momento catartico del lancio alla piattaforma ecologica).

Dal campeggio siamo partiti per tante piccole escursioni, qui pomposamente definite "gite minime", alternando mete tradizionalmente turistiche (città e  piccoli borghi) ad altre più naturalistiche e momenti di pausa in campeggio: per lasciare il Pulce far il bagno in piscina, giocare al calciobalilla e disegnare in pace,


il Cic giocare con gli adorati micini e le ghiande di leccio senza disdegnare frequenti assaggiatine,



e i grandi fare spesa e lavatrice. E insomma goderci il fresco silenzio del bosco interrotto solo da qualche stridio di ghiandaia, miagolio di gatto e voci sommesse dei pochi altri camapeggiatori quasi esclusivamente stranieri. (Gli unici a far -involontariamente- casino eravamo noi).

Gubbio

La strada da Perugia è un po' lunghina e la nostra prima meta dove fare il picnic, il Parco Ranghiasci, non così immediata da trovare. Parcheggiato vicino al Teatro Romano, arrivare su in piazza col passeggino non è una passeggiata.


Ci siamo accampati sulle gradinate del museo per mangiare e ci siamo un po' ripresi. Finalmente abbiamo trovato un'entrata accessibile per il Parco



che anche lui ha una sua decandenza affascinante oltre a molti "canocchiali panoramici", e poi il Pulce (nonostante le sue innumerevoli paure di questi giorni) ci ha indirizzati (con la forza dell'insistenza) verso la funivia per il Colle Eletto.


Ci è toccato salire sulle gabbiette in preda al vento, emozionarci e tenerci i berretti ben stretti, per arrivare alla chiesa dove sono custoditi i famosi ceri e le chiare vetrate illustrano la storia del versatile Sant'Ubaldo, pronte a catturare la fantasia dei bambini. Tornati ai piedi del paese finalmente i bimbi si sono sfogati coi giochi del nuovo parco giochi, molto ben attrezzato, a fianco del parcheggio.



Parco Fluviale del Tevere (Ponte Felcino)

A due passi dalla casa dei nostri amici si può accedere alla ciclabile che accompagna il corso di un Tevere ancor piccolo per circa 12 Km. Una breve gita in bicicletta, ombreggiata, con parchi gioco lungo il percorso e panchine da cui osservare gli aironi cinerini ed altri innumerevoli uccelli acquatici.




- Isola Polvese: il nostro primo incontro col lago Trasimeno. Uno spettacolo. Si arriva facilmente da San Feliciano con battelli di linea e si sbarca su un'isola oggi proprietà della regione Umbria e parte del Parco del lago Trasimeno.



Una guida ci ha accompagnati a scoprire qualche aspetto dell'isola, giardini curati e uliveti secolari alternati a lussureggianti aree di vegetazione spontanea.




Ci siamo quindi fermati a fare pic nic e a riposare dentro un fiabesco bosco di leccio sulla sommità dell'isola, dal quale non me ne sarei mai voluta andare.




- Oasi La Valle: una mattina siamo tornati vicino a San Feliciano per camminare su una lunga passerella e guardare con i canocchiali (compresi nel biglietto) gli uccelli acquatici che si affollano tra i canneti sulle rive del lago, all'interno del Centro Visite dell'Oasi la Valle. Che pace.


Un po' invadente e con ogni probabilità poco autoctona, segnaliamo tuttavia la presenza di una vasta comunità di gabbiani di cui sarebbe curioso conoscere la provenienza, che hanno praticamente ricoperto di guano una buona metà della passerella (con gran gioia di mio marito che ci ha tenuto ad aggiungere questa postilla).



- Isola Maggiore: la nostra ultima gita, in un giorno caldissimo e per questo difficilmente godibile. Comunque la meta meno apprezzata delle tre sul lago. Ci siamo andati col battello del servizio pubblico da Tuoro sul Trasimeno, che ha un grande parcheggio comodo e gratuito durante la settimana,  rinunciando a partire dalla più rinomata Passignano, troppo frequentata. Oltre al vecchio villaggio ormai trasformato in area di servizi prevalentemente turistici, segnaliamo la passeggiata che porta fino allo scoglio di San Francesco, che in una meno impietosa canicola può essere senz'altro piacevole.

Spoleto

Parcheggiato all'ombra del parcheggio Spoleto Sfera (comodissimo per raggiungere il centro) nelle cui vicinanze si trova un accogliente giardino pubblico con giochi per bimbi, la cui attrattiva principale è una grande ed interessante struttura piramidale con un intreccio di corde sulle quali ci siamo divertiti ad arrampicarci anche noi grandi.



Poi ci siamo spinti verso la città alta, fermandoci per il pic nic in un piccolo giardinetto circolare, e tramite l'ascensore abbiamo raggiunto la Rocca, che abbiamo visitato solo esternamente. Poi siamo scesi verso il Ponte delle Torri, 10 arcate di altezza considerevole (chi soffre di vertigini è invitato a non guardare giù...) e di imponente impatto architettonico. Lì ci siamo incontrati con gli amici di Bevagna per il completamento della visita alla città, in particolare della splendida piazza e della Cattedrale di Santa Maria Assunta, purtroppo a nostro avviso storpiata negli interni dalla rivisitazione di epoca barocca, che lascia solo intuire cosa poteva essere l'originaria medievale bellezza dell'edificio.
Sulla piazza il Pulce ci ha trattenuti un po' ad ascoltare le prove di una orchestra di giovani americani che si sarebbero esibiti poi in serata.


Meta che mette in evidenza la distanza tra le generazioni. La più apprezzata dal Pulce, la meno da noi.
Penso che il termine "accozzaglia" definisca alla perfezione il luogo, struttura anni '70 con una strana e un tantino squallida atmosfera da "antichi fasti", che vuol essere un po' zoo, un po' parco giochi, un po' luna park, un po' circo, con pezzi delle suddette attrattive sparsi con ordine casuale e illogico, come ad esempio l'area zoo degli animali esotici con annessa riproduzione di un razzo Apollo. Musica tipo baby dance diffusa "a palla" per tutto il tempo e francamente fastidiosa.  Carino forse solo il labirinto in muratura che il Pulce ha voluto percorrere due vole, una con papà e una con mamma. Da evitare accuratamente il self service anti-uomo, meglio portarsi i panini.

Il luogo ci porta ad una riflessione sul come trasmettere il concetto di "qualità" di un posto o di un intrattenimento ai bambini, che sembrano apprezzare indifferentemente un oasi naturalistica e un "baraccone" come il suddetto. C'è da interrogarsi sul quando e il come (e il se) arriva ad un cucciolo d'uomo la percezione della differenza di una cosa fatta con il cuore da una fatta coi piedi. Lo scopriremo, temo, solo crescendo.

Ai bambini è rimasto un bellissimo ricordo, comunque. E bellissima, da lì, la vista su Perugia.



Deruta e Todi

Anche questa gita in una giornata torrida che ha reso tutto più faticoso. Deruta è una cittadina a totale vocazione ceramistica che come molte altre sta pagando a caro prezzo la globalizzazione (vedi l'incredibile vicenda della "clonazione" cinese della città).
A Deruta ci siamo soprattutto fermati per pranzare al sacco (si segue la strada per il centro e c'è un giardino pubblico con giochi vicino alle porte della città e ad un comodo parcheggio) ma ci siamo anche addentrati un po' nella cittadina e siamo casualmente capitati in un laboratorio che ancora mantiene al proprio interno il ciclo completo di produzione, dalla creta alla ceramica artistica. Il Pulce ci ha guadagnato una prova di pittura su ceramica, un bel pezzo di creta con cui ha giocato poi tutto il giorno e una spiegazione esaustiva di tutte le fasi della produzione, grazie alla disponibilità dei proprietari.



A Todi siamo stati poco, giusto il tempo per inerpicarci col passeggino fino in centro, visitare le due chiese che ci sono piaciute di più in tutta la vacanza (il Duomo e San Fortunato) e assaporare panorami mozzafiato al tramonto. La mia idea è che l'Umbria è stupenda, ci manca molto da vedere, la prossima volta fissiamo la base più a sud e come minimo torniamo a visitare Todi.

Città della Pieve

Gita molto bella. Siamo capitati nel periodo del Palio dei Terzieri ed abbiamo potuto immergerci nella tradizionale atmosfera della festa: la città di cotto (e del Perugino) era completamente addobbata con bandiere e stendardi colorati, tante le botteghe dove osservare le tecniche artigiane medievali (spettacolari la fucina del fabbro, il ceramista e il vetraio), e ottima la cena.





Abbiamo avuto la fortuna di poter mangiare alla affollatissima e rinomata "Taverna Barbacane" grazie alla gentilezza di una famiglia del luogo che ci ha fatto posto al loro tavolo: il Pulce ad incantarsi guardando le scintille che si levavano dagli enormi braceri, e noi a domandarci com'è che qui troviamo sempre persone con cui discorrere cordialmente (siamo noi diversi perché siamo in vacanza o sono le persone, diverse?).



Il parco pubblico con gli immancabilili giochi per i bambini c'è, anche se nascosto dietro la chiesa di San Francesco, e noi ovviamente il pomeriggio vi ci eravamo rifugiati. Avremmo voluto visitare il museo di storia naturale per far contento il Pulce ma era imprevedibilmente chiuso. Comunque il Pulce si è divertito abbastanza anche così.



E' a due passi dal nostro campeggio ma ci siamo capitati quasi per caso, a fine vacanza, attirati da un'altra rievocazione storica, dato che quella a Città della Pieve ci era piaciuta. Noi non lo conoscevamo, ma Corciano è inserito tra i Borghi più belli d'Italia del tutto meritatamente e l'intera programmazione del Corciano Festival ci è sembrata molto interessante; però abbiamo partecipato solo all'ultima giornata: il Corteo Quattrocentesco del Gonfalone (con la liberazione dei prigionieri).


Questo spettacolo, con tutti e 300 i figuranti in costumi molto curati e le trombe e i tamburi a scandire la solennità degli eventi, ha colpito molto la fantasia del Pulce, che a casa ha ridisegnato la sfilata in estremo dettaglio.



Un gruppo di soldati di ventura gli ha poi spiegato delle armi e della guerre tra il medioevo e  il 400, facendogli provare pezzi di armatura e tamburi, infuocando ancora di più la sua immaginazione.




---

E insomma poi ci siamo decisi e siamo tornati a casa.

---

P.S.: Al concerto di Daniele Silvestri siamo riusciti ad andare, nonostante i piccoli. Un importante stratagemma è stato parcheggiare a Perugia al Mercato Coperto (Pincetto), non immediato da trovare, costoso ma centralissimo. In pratica si esce da qui



e ci si trova qui, in faccia alla Galleria Nazionale dell'Umbria.




Così, con il mezzo a due passi dalla piazza del concerto (giusto il tempo di un ascensore), non è stato un problema gestire, al rientro, passeggino e bambini già addormentati.. e per stavolta ci siamo concessi un piccolo lusso ;-)
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...