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mercoledì 10 aprile 2013

Favole di Carta – un gioco per essere cantastorie, insieme

Già l'ho scritto: ho pensato di sostenere la campagna nazionale contro il gioco d'azzardo pubblicando esperienze e materiali che evidenzino l'importanza del gioco, a livello individuale e sociale.

Ma tu guarda che regalo mi fanno,anzi ci fanno, gli amici del Laboratorio Ludico Creativo il Cristallo dell'Aleph
Un intero gioco da scaricare gratuitamente, "Favole di Carta", nato dalla creatività sognante di Giulio, 
per essere cantastorie, insieme.
Leggere la loro presentazione è cominciare ad immergersi nei valori sostenuti e condivisi generosamente e appassionatamente dai ragazzi del Laboratorio:

Favole di Carta – un gioco per essere cantastorie, insieme
Quante volte hai provato il desiderio di raccontare una bella storia in compagnia di amici? Quante volte hai avuto il timore di dover parlare osservato da tutti, mentre nessuno sembra interessarsi a ciò che dici? Per non parlare poi del catturare l'attenzione dei bambini, che in queste occasioni vengono tenuti fermi per le spalle in modo che non si allontanino per la noia.
A tutti è successo, e magari è capitato tante di quelle volte che hai rinunciato anche a proporre il racconto. 
Ma ora prova ad immaginare:Immagina una storia che si crea grazie al contributo di tutti, a turno, un pezzetto alla volta; una storia in cui anche i bambini possano essere parte attiva del raccontare, invece che esserne solo annoiati fruitori.Immagina di farlo divertendosi insieme a tutti, in un'atmosfera piacevole e rilassata.Immagina una storia fantastica, di quelle che non si dimenticano facilmente."Favole di Carta" è il gioco che permetterà proprio questo: creare una favola insieme alle persone care, divertendosi! 
Sviluppato all'interno del Laboratorio Ludico Creativo il Cristallo dell'Aleph, “Favole di Carta” è un gioco di società in cui i giocatori improvvisano insieme favole e storie fantastiche servendosi di carte illustrate come fonti di ispirazione. 
“Favole di Carta” è fondato sulla collaborazione tra tutti i giocatori anziché sulla competizione: non ci sono punteggi, né dadi, né vittorie o sconfitte, né obiettivi personali da raggiungere in senso competitivo. Solo il piacere di stare insieme e raccontare una bella storia immaginando a briglia sciolta. La grande conquista che tutti i partecipanti possono raggiungere collaborando consiste nel creare insieme e nel narrarsi vicendevolmente, alla maniera dei cantastorie, un racconto coinvolgente, piacevole, divertente, commovente, profondo... aggiungendo tocchi successivi “ciascuno come gli va”, insieme bambini e adulti ritornati per un momento piccini. 
Le regole, leggere e studiate appositamente per non distrarre i narratori dalla storia, esprimono con forza lo spirito di collaborazione e condivisione che costituisce l'anima del gioco e sono pensate per contribuire all'atmosfera e per favorire una narrazione ricca di stile e teatralità. 
“Favole di Carta” è un modo per imparare -o reimparare- ad immaginare, ad inventare, ad improvvisare, a trasformare il classico “c'era una volta” delle favole in una meravigliosa sorpresa sempre diversa.Ed è un modo per farlo insieme, per vivere emozioni intense in compagnia di persone a cui si vuole bene.
Ed ecco, finalmente, il gioco, gratuito, tutto da condividere:
Scarica il gioco da questa pagina; condividi la pagina del gioco con i tuoi amici ovunque, su uno o più dei social network a cui sei iscritto, sul tuo blog, su facebook o su twitter. 
Ma cos'è "Il Cristallo dell'Aleph"?

 giocare, semplicemente (© il Cristallo dell'Aleph 2013)
"Il Cristallo dell'Aleph" è un laboratorio ludico creativo incentrato sulla creazione, condivisione, fruizione e diffusione di "giochi di interazione" (giochi di ruolo, giochi di interpretazione e improvvisazione teatrale, di narrazione, murderparty, giochi di comitato...). Molto dell'attività del laboratorio ha a che vedere con il creare ed il narrare storie, con stili e tematiche adatte a diversi tipi di pubblico: da racconti leggeri per bambini e adolescenti a storie più serie e profonde adatte ad un pubblico di adulti.Il laboratorio è aperto a tutti e mira a mettere in comune le idee e le risorse di ciascuno, per sviluppare la creatività di tutti.
Condividere è la parola d'ordine per il divertimento e la creatività! 
E per capire più a fondo la cura, la passione e la profondità della ricerca all'interno del Laboratorio, basta leggere la storia della nascita di un loro gioco, come il nascente "Nihil - nastro di luce".
E anche io ho un regalo per voi, cari amici del Cristallo dell'Aleph, cari giocatori di oggi! dadi e pedine dritte dritte da un'antica nave romana, ribattezzata Fortuna Maris, ripescata in un canale di Comacchio.

Il gioco non ha tempo 
- dadi e pedine di un semplice marinaio ai tempi dell'antica Roma (Museo della Nave Romana, Comacchio, FE) -

lunedì 8 aprile 2013

La scoperta dell'acqua calda

E' da un'anno che il Pulce stava andando in piscina una volta alla settimana per prendere un po' confidenza con l'acqua, ma non c'era verso: cominciava a lamentarsi la sera prima della lezione, diventava blu e batteva i denti al primo minuto a contatto con l'acqua, stava quasi impalato nella vasca mentre l'insegnante impartiva qualche indicazione dal bordo al nutrito gruppetto di bimbi vocianti, poi faticava ad orientarsi nel complesso intrico di corridoi della struttura. Un disastro e un disagio.
Eppure secondo me è importante imparare a stare a galla, a sentirsi un po' sicuri in acqua. E' un grado di libertà in più, una cosa utile da saper fare. La differenza tra andare in bici con o senza rotelle.

Arena Braccioli Armband (giallo)

Il Cic invece si stava facendo grandino per il solito tran tran casalingo, si vedeva che aveva voglia di qualcosa di più organizzato, e ho pensato di trovare un'attività da fare io e lui.

Così ci siamo buttati nell'acqua, calda: una piccola piscina idroterapica, un corso per me e il Cic, un altro per il Pulce e sono arrivate le soddisfazioni, enormi. Anche per me, per aver capito che bisognava cambiare.

La maestra nuova del Pulce sta in acqua, con pochi bimbi, li guida nei movimenti, dà loro sicurezza, li aiuta a superare difficoltà. Alla prima lezione gli ha fatto provare gli occhialini e metà dei problemi si sono risolti così. Il resto l'ha fatto il puro piacere di stare in un ambiente confortevole e rilassante, semplice. E' arrivato l'entusiasmo di riuscire, e i progressi sono stati immediati. In due lezioni ha imparato a stare a galla, che era l'obiettivo, ma col cavolo che vuole smettere, anzi.

Il maestro del Cic... ci lascia fare. La mia piccola cozza non si voleva staccare, guai a bagnarsi con gli schizzi,  figuriamoci la doccia. Eppure un po' alla volta siamo arrivati ad oggi, il mio piccolo rimorchiatore dai braccioli gialli mi porta in giro nella piscina mentre galleggio beata. Come ci siamo arrivati? Prima mi teneva per le due mani, poi con una. Poi gli ho dato in mano due grandi anelli, che io tenevo per il lato opposto, poi ho lasciato uno degli anelli e lo tenevo con l'altro. Infine ho lasciato che si aggirasse per la piscina con la sicurezza di tenere due anelli di plastica in mano, fino a quando non è stato il momento di lasciarli sul bordo, uno alla volta, e vedere che si stava a galla lo stesso, grazie ai braccioli.
Il problema ora è tirarci fuori dalla vasca calda alla fine della lezione, e poi dalla doccia e i suoi vapori.

Facciamo un'altra nuotatina?

E per un attimo si sciolgono le tensioni dei muscoli, lo stress del lavoro. Un attimo tiepido.

lunedì 11 marzo 2013

Antipasto di primavera: tofu e porro in un cestino croccante

Se si mettono a cuocere in forno dei riquadri di impasto per crackers (magari di farina integrale e di grano duro) dentro gli stampi di silicone per muffin, si ottengono dei cestini croccanti milleusi!

Volevo provarli con una insalata russa,  copiando un'accoppiata assaggiata ad un convegno, ma avevo in casa tofu e porro, ed è stato meglio così.
Ho schiacciato il tofu con la forchetta, l'ho fatto saltare in padella con un goccio d'olio, un po' di porro tagliato a rondelle e un pizzico di sale finché il porro non si è appassito.
Infine ho aggiunto qualche goccia di salsa di soia e messo una cucchiaiata del composto in ogni cestino ancora tiepido.


Questo antipasto veloce e leggero, dal gusto primaverile e dall'aspetto invitante ha già conquistato i miei amici non-vegetariani (e non-vegani)... chi lo vuole provare?

venerdì 8 marzo 2013

Il sentiero del Monte Nero

Niente male, per essere la prima gita di primavera.
Le colline dell'Ovest Vicentino, quelli che ci abitano non se ne rendono conto, ma sono di una dolcezza disarmante. Alla fine di febbraio hanno quei perfetti sottoboschi solcati dai ruscelletti mormoranti, che parlano di disgelo e dissetano i muschi d'ombra e i fiorellini appena spuntati, primule pallide, violette bianche, ellebori verdi, gli anemoni scintillanti di cielo e rugiada in una chiazza di sole.

Ci fermiamo di fianco al Museo Zannato di Scienze Naturali di Montecchio Maggiore, dove l'anno scorso avevamo scoperto una bellissima sala tematica e affascinanti collezioni di crostacei fossili del Veneto





e ci incamminiamo su per il Sentiero Didattico del Monte Nero.


sezione geologica di Montecchio Maggiore

Sulle pendici del colle su cui poggiano i ben noti “Castelli di Giulietta e Romeo”, in prossimità dell’abitato di Montecchio Maggiore, si può osservare un’area caratterizzata dall’affioramento di rocce scure che risaltano nettamente sui calcari circostanti più chiari. Questa zona, nota come “Monte Nero”, è costituita da una roccia chiamata “breccia basaltica di esplosione” la cui origine è legata ai fenomeni di vulcanesimo che interessò la zona nell’Oligocene (circa 30 milioni di anni fa). In questo tipo di breccia, gli elementi basaltici hanno dimensioni, colore e aspetto variabili e sono immersi in un “cemento” tufaceo omogeneo a granulometria minuta.
Gli inclusi basaltici sono spesso ricchi di piccole cavità tappezzate da splendide cristallizzazioni di minerali diversi, soprattutto zeoliti.


Per orientarci ho trovato qui la mappa con il percorso del sentiero, che va bene per il piccolo di tre anni perché è facile e corto, e per il grande di sette perché ci sono cose interessanti da scoprire.


Non restiamo delusi: ci inerpichiamo sulla roccia lavica nera e troviamo tesori preziosi.

sarà uno zeolite?

Ci sediamo su frammenti di roccia sedimentaria, combattuti tra le due priorità: mangiarci i panini o cercare i frammenti fossili che intuiamo sotto di noi?

sarà un rostro di belemnite?

Infine, attraverso il prato assolato e il piccolo bosco, fino alla strada verso il castello di Giulietta e la sua vista spaziosa.

La prossima volta ci andiamo di domenica, così facciamo un giro anche sotto al castello, nel complesso ipogeo "Le Priare", che mi incuriosisce una bel po'.

immagine presa da qui

Arrivederci... e mille grazie, signor Zannato!

Anno 1923: Giuseppe Zannato saluta scherzosamente un coccodrillo delle collezioni del Museo didattico (da SCHIAVO 1986). Immagine tratta da qui

martedì 26 febbraio 2013

Pozioni

Severus Sanpe inorridirebbe di fronte alle mie pozioni.
Camomilla della Antonia, malva citronella e menta che profumano della nostra estate in cortile, sposate con le spezie più esotiche.
Il naso sulla tisana fumante, mi immagino lontano dall'inverno bianco, in un vapor di cannella e cardamomo, ginepro, timo, chiodi di garofano, anice stellato, rooibos, zenzero, dolce liquirizia, anice, semi di finocchio e miele.
Proporzioni imprecise e mutevoli.



Mi sento in terra straniera, tendenzialmente sempre, soprattutto oggi.

Grazie a Chichi sto leggendo Harry Potter in inglese. Scoperta tardiva ma interessante. Si comincia facile, il libro è breve ed il lessico limitato, alla portata. Si può lasciar scorrere la lettura senza soffermarsi eccessivamente sui dettagli e puntando alla comprensione generale per godersi la trama riuscendo a intuire abbastanza anche ciò che non si conosce di preciso. E poi via via la Rowling allarga le prospettive del ragazzo - e del lettore -  e i volumi si ispessiscono, le descrizioni si arricchiscono di dettagli, i termini si diversificano. Al quinto volume, dove sono ora, ho già imparato a maneggiare tante parole sul mondo della magia ma la tentazione di prendere in mano il dizionario ad ogni riga per capirci qualcosa ormai è fortissima.

Forse mi va di starmene sospesa per un po' in un altro mondo, quello esotico degli odori e della fantasia, quello cupo della magia.. si, ma almeno so che non è reale. In questo mondo faccio fatica a stare.

Penso ai miei bambini, alla responsabilità dell'educazione, schiacciata dall'impossibilità di accettare di dover crescere i miei figli per aiutarli ad adattarsi ad una società che porta avanti valori in cui non mi ritrovo. Schiacciata dalla consapevolezza del destino difficile che li aspetterà, se continuerò a crescerli secondo altri valori, al momento di far quadrare i conti con il mondo.

Ingenuità, consapevolezza. In fondo, le radici affondate a cavare il succo dal reale.


Scappare, resistere.
Guardare a mondi lontani, immaginarsi altre vite possibili. Rileggere e riascoltare il passato, proiettarcisi come un'ombra: cosa è uguale, cosa è diverso, come sarei stata, io?


mercoledì 13 febbraio 2013

Di bianco e d'arancione

Giorni bianchi, questi. La neve, la nebbia. Piccoli fiori che provano a spandere il loro profumo dal cespuglio nell'aria ghiacciata. La pelle che si scioglie solo al tiepido contatto con l'acqua. 

Caprifoglio


Due esperimenti, per provare a fare.


Le chiacchiere a Carnevale, prendendo ispirazione dalle meraviglie vegane di , seguendo piccoli trucchi di Giallo Zafferano e adattando la ricetta di Cookaround.

- 500 g di farina
- 50 g di zucchero
- 3 uova intere
- 1/2 bicchiere di grappa
- 1 bustina di lievito per dolci
- 40 g di olio d'oliva
- zucchero a velo
Forno a 210°C

Avvolgere davvero l'impasto diviso in panetti nella pellicola trasparente per non far evaporare l'alcool mentre si stende la pasta, tirare le sfoglie fino allo spessore-prima-di-quello-più-sottile con la macchina stendipasta o azzeccare la giusta temperatura del forno... ed ecco le bolle! 


chiacchiere al forno
 . . .

Dentro, l'arancio delle braci roventi, la rigogliosa Clivia nella giungla del bagno, l'odore di agrumi.

Clivia

Caramello allo zucchero di canna e all'arancia, tra le tante ricette quella di Cucina Naturale, più o meno. E con uno sguardo alle foto di Menta e Cioccolato, il risultato inarrivabile.

 
- 2 arance- 200 g di zucchero di canna- carta forno

Provarci anche se non si ha il termometro da cucina. Provare con i lecca-lecca dal bastoncino, colare piccole caramelle sul tappetino di silicone per forno, poi avvolgerle nella carta forno e custodirle nella scatola di latta. 
E raccogliere l'ultimo caramello dalla pentola con piccole scorze d'arancia bio, che non fanno in tempo ad asciugare che son già finite.

caramelle allo zucchero di canna e arancia bio


Sapori semplici, col gusto della soddisfazione.


sabato 2 febbraio 2013

Porta tovaglioli personalizzati fai da te con gli anelli per tende


Saranno tre anni che questi anelli di legno per tende se ne stavano tranquilli in fondo ad un cassetto, da quando mi è venuto in mente di fare dei portatovaglioli per la nostra tavola avendone visti diversi esempi fai da te sul web.


Dopo aver colorato il bracciale per Sybille ho pensato che finalmente fosse giunto il loro momento: potevo usare la stessa tecnica anche per i miei anelli! Ma mi sbagliavo: il legno era troppo duro e liscio, poco poroso, le matite colorate non facevano presa e il colore restava non coprente, irregolare. 
Gli acrilici a pennello? Non su una superficie così difficile da maneggiare, tutta curva, e sottile! E poi avrei dovuto fare il lavoro in più sedute, lasciando asciugare ogni sezione volta per volta...


Ho optato per i pennarelli indelebili che avevo in casa (gli acrilici Uni Posca e gli Snowman a smalto) e ho imparato a tenere gli anelli allargandoci dentro due dita, in modo da poter dipingere il resto della superficie in un colpo solo senza problemi, così è stato tutto più rapido.


Ecco quindi cosa ho usato:
- anelli di legno per tende (diametro 5,5 cm è perfetto)
- pennarelli indelebili a punta grossa e fine
flatting (ho in casa un eterno barattolo che uso per dare l'effetto lucido quando serve -sulle uova decorate, ad esempio- ma non so se magari sarebbe stato meglio usare un impregnante..)
- pennello

Come ho fatto? 
Ho tracciato un ovale in due o tre punti all'esterno per metterci il nome e poi ho colorato il resto della superficie in modo abbastanza omogeneo con i pennarelli a punta grossa, seguendo le preferenze cromatiche dei futuri legittimi proprietari del portatovagliolo. Ovviamente il Pulce ha optato per un vivace multicolore dandomi il mio bel daffare.. e come al solito chi ha osato di più ha ottenuto il miglior risultato! Anche il Cic ha avuto il suo portabavaglia rosso.

Ho poi completato ridefinendo i contorni dei colori, aggiungendo qualche decorazione e scrivendo i nomi con i pennarelli a punta fine. Sono venuti meglio gli anelli in cui avevo creato una base chiara anche per il nome, perché risaltava meglio il nero piuttosto che sul legno.
Gli anelli che preferisco sono quelli per i nonni: uno un in stile vagamente primi novecento, l'altro che richiama un po' Alisa Burke, con i suoi fiori grafici pieni di piccoli petali.



Infine ho usato un vecchio pennello a punta piatta per stendere un velo sottilissimissimo di flatting (se no rimane sempre appiccicoso!), che dovrebbe rendere duraturi i colori di questi oggetti così sfruttati e lasciare un bell'effetto lucido, che esalta le superfici tonde. Come al solito i colori si sono lievemente scuriti, però.


Ah! Ecco come ho messo ad asciugare gli anelli prima di inaugurarli: appesi tra due bicchieri è stato l'unico modo che mi ha permesso di colorare praticamente tutta la superficie in una volta sola.


A questo punto anche il Pulce aveva finito i suoi compiti ed ha voluto dare il suo contributo, decorando il portatovagliolo dello zio. E vai di colla glitterata!

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