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venerdì 13 maggio 2011

"(Ancora) Scarabocchi tutti diversi" di Taro Gomi


Jole l'aveva già adocchiato sulla cassettiera dei colori: uno dei miei libri preferiti è "(Ancora) Scarabocchi tutti diversi" di Taro Gomi.
Non sono la prima a recensirlo.. ma merita troppo.

Cara Paola, lo conosci? E' un libro di poche parole, nessun colore e ben pochi disegni.
Tanto spazio bianco, insomma, da riempire di scarabocchi e pasticci seguendo le indicazioni e le provocazioni di quel matto di Taro Gomi (non se la prenda a male.. non è lui che ha pubblicato un libro che si intitola "Everyone Poops" ?!?)


"(Ancora) Scarabocchi" è un libro piuttosto voluminoso, e le sue pagine di carta riciclata hanno titoli o grandi scarabocchi che invitano il lettore a completare i disegni con matite e pennarelli o creare illustrazioni da zero seguendo il tema proposto.
Ci sono attività molto libere, semplici anche per bambini piccoli, come fare sparare i cannoni in una battaglia navale (il che è molto liberatorio), oppure proposte più articolate, come illustrare un breve dialogo tra animali, ed anche pagine che si affrontano uguali, dove ingaggiare una bella sfida tra l'illustratore bambino e un genitore.

Vi scrivo qualche tema tanto per dare un'idea:
"Aiuta i pompieri a spegnere l'incendio"
"Dai da mangiare ai dinosauri"
"Questi rapaci stanno cacciando la loro cena"
"Fai sorridere questi elefanti tristi"
"Colora questo ristorante. Fallo diventare più bello di quello vicino" (...ovviamente quello vicino era il mio e mi è toccato dare da mangiare minestra scaldata :-( "

Il Pulce l'ha ricevuto per il suo terzo compleanno ma era troppo presto. Non costa poco, per cui sono contenta che ogni tanto anche ora lo riprenda in mano e si diverta a completare qualche pagina nuova. E' stato utile in vacanza e in inverno come gioco a due nei momenti di riposo. Non vedo l'ora che riesca a leggere da solo le istruzioni, così si sentirà più libero di giocarci!

A me piace perché un libro che stimola la crearività e mette alla prova anche un adulto: ma voi la sapreste disegnare la storia della volpe, del tasso e della "Super Ruspa"?!

mercoledì 11 maggio 2011

Gerald McBoing-Boing, un corto d'animazione della UPA

La versione sottotitolata è arrivata!! E' quella che avevamo tradotto per la rassegna "Out of Cartoonia" (qui sopra la locandina di Andrea Rosset).



Ora finalmente lo posso presentare, il nostro Gerald. E' il momento.

Gerald McBoing-Boing è un corto di animazione della UPA, prodotto da J. Hubley e diretto da R. Cannon, un capolavoro del cinema d'animazione.

E' la storia in rima (c'è pure un libro del Dr.Seuss) di un bambino che parla per effetti sonori invece che con le parole.





Chi vuole saperne (molto) di più sugli Hubley può leggere la bella tesi del mio nuovo co-bogger da cui ho rubacchiato questo frammento:

In Gerald McBoing-Boing, premio Oscar del 1951 e sicuramente “uno dei più bei disegni animati mai creati”, c’è una ricerca consapevole dell’assoluta semplicità: poche linee, colori puri che riempiono lo schermo. In questo film si nota anche come la new wave dell’animazione si basasse su una novità di contenuto, oltre che di stile. La storia, tratta da un racconto del Dr. Seuss, racconta di un bambino che non può parlare, ma emettere solamente suoni: “Parole non dice, fa Boing! Boing!, invece”. Questa sua limitazione gli causa dolore, esclusione, non è nemmeno capito dalla propria famiglia: infine è però scoperto dalla radio, che lo rende una star, grazie alla sua abilità di rumorista. La comicità è qui molto lontana da quella slapstick allora imperante, fatta di inseguimenti tra un gatto e un topo (o tra un’anatra e un coniglio); è un umorismo più cerebrale, che porta “nel cinema quello che i contemporanei Peanuts di Charles M. Schultz portano nel fumetto: l’espressione di una sensibilità inquieta e un po’ nevrotica”.

Buona visione, buon Buio in Sala!

lunedì 9 maggio 2011

Progettare insieme: il pannello per esporre i disegni del mio bambino

Benvenuti, di nuovo.


La ghirlanda primaverile ci presenta, sulla porta. Ma poi?
Poi, nell'ingresso, c'è un'intera parete rivestita, in basso, da un leggero pannello di legno compensato, dove vi accolgono i più belli (e più recenti) disegni del Pulce. A noi piace così.

Secondo Munari, e secondo me, «Un bambino creativo è un bambino felice».
La creatività è libertà, ma anche disciplina, e ordine. Se si vuole ottenere il risultato finale che si ha in mente, spesso l'ordine dei passaggi è obbligato, bisogna saperlo progettare.
Progettare è una grande sfida. E' stimolante, creativo.. e anche istruttivo (per tutti).
Si può realizzare un oggetto utile, bello o.. solo interessante ;-) .. a partire da un dato materiale disponibile, come faccio (cerco di fare) io quando tento di recuperare un orologio rotto. Oppure come fa sempre il Pulce quando assembla la carta con foglie, rami, sassi e fiori... e l'immancabile nastro adesivo per creare improbabili oggetti tridimensionali della durata di un'istante.

Creare un oggetto a partire da un bisogno e da un'idea, procurandosi tutto il materiale necessario, è un procedimento molto diverso e più complesso, da esplorare e sperimentare per poterlo padroneggiare.
E poi, progettare insieme, mamma + papà + bambino, e realizzare un oggetto utile a tutti, importante per la casa, può essere un'esperienza molto gratificante. Volete provare?

In una buia mattinata di novembre, lo scorso anno, abbiamo realizzato questo: un semplice pannello in compensato per esporre, all'ingresso della nuova casa, i bellissimi disegni del Pulce, quelli che proprio proprio non potevano rimanere ammonticchiati alla rinfusa negli scatoloni.
All'inizio era spoglio e desolato, ma ora siamo quasi al "secondo strato"!

qualcuno lo riconoscete? ;-)

Invece di mollare i bimbi a casa con la mamma e recarsi al brico, quella volta il papà si è seduto al tavolino col Pulce, un foglio e una penna, ed hanno deciso insieme come realizzare il pannello per il Pulce e cosa serviva per costruirlo e montarlo.
Il disegno di come sarebbe venuto il pannello l'ho fatto io (in giallo): una grande lavagna di legno in cui attaccare oggetti con le puntine. Tutto l'occorrente l'ha pensato il papà e l'ha disegnato il Pulce: il trapano, il cacciavite, il metro, le viti, le rondelle e i tappi fisher, il compensato.. quante viti?


Ma poi ci si è accorti che mancavano elementi fondamentali, ed abbiamo aggiunto un foglio al progetto: la carta vetrata, ad esempio.. e per comprare ciò che mancava ci volevano i soldi,


per prendere il compensato ci voleva il nostro furgone, un carrello per trasportarlo, il seghetto alternativo per ritagliare gli spazi per gli interruttori e il telefono per chiedere al nonno di prestarci il suo seghetto alternativo.


Il progetto è stato modificato per renderlo più facile da realizzare e più razionale nell'uso dei materiali; gli uomini sono partiti per comprare il necessario ed è iniziata la fase di realizzazione e di montaggio.



Più che soddisfatti, abbiamo fatto qualche conto su quanti soldi erano stati usati, scontrino alla mano, e abbiamo considerato anche il tempo che avevamo impiegato, una breve mattina. Perchè conta anche quello, e pure la voglia e l'impegno!
Insomma: il Pulce si è esercitato un po' a scrivere e contare ed ora i bei disegni hanno un loro spazio privilegiato.
Mi sembra che il Pulce, dopo questa esperienza condivisa, abbia qualche strumento in più per dare concretezza alle sue fantasie creative, me ne accorgo da come lo vedo lavorare ai suoi progetti..

Noi genitori? Ci abbiamo provato, a trasmettere il senso di collaborare, ognuno con le sue abilità, per pensare insieme e portare a termine un progetto comune; che poi è ancora qui da vedere e testimonia quotidianamente il successo dell'impresa..

E gli altri disegni che meritano?
Ho mai scritto che abbiamo un armadio bianco a tutta parete in camera da letto che non aspetta altro che essere abitato da nuovi sogni di carta? ;-)

giovedì 5 maggio 2011

Una gita minima in famiglia al Parco della Galleana e alla mostra "Dinosauri in carne e ossa" a Piacenza


Fino al 31 Maggio 2011 26 giugno 2011 a Piacenza c'è la mostra "DINOSAURI IN CARNE E OSSA". Se avete in casa un amante del genere portatecelo, sarà l'occasione di fare una gita minima in famiglia.

Piacenza è stato il primo posto dove siamo andati in gita con tutta la famigliola, dopo la nascita del Pulce. Lui era ancora piccolo, non ci faceva dormire di notte, ma già amava gli animali. Noi avevamo fatto l'ennesimo trasloco e lavoravamo tantissimo, piuttosto stressati.
Fare una gita era un po' un azzardo e un po' una necessità, ma ci siamo lanciati: la mattina siamo riusciti a rivedere il mio amato Ricci-Oddi, abbiamo fatto il picnic ai Giardini Margherita (vicini alla stazione, ma niente di che) e poi abbiamo portato il Pulce a visitare il Museo di Storia Naturale, scoprendo così un piccolo museo dall'approccio moderno ed interattivo, una pacchia per bambini curiosi.


Invece questa volta eravamo ben rodati; in più avevamo il supporto dello zio e un'intera soleggiata giornata di Pasqua a disposizione.
La mostra sui dinosauri si trova proprio dove c'è il Museo di Storia Naturale, presso lo Urban Center, vicino alla stazione dei treni (dove c'è l'allosauro tricolore!).


Noi però non abbiamo cominciato da lì, ma dal picnic, al parco della Galleana.


Questo sì che è un vero parco: pieno di pratoni e boschetti e giochi per bambini. Magari un po' sporchina l'area picnic. C'era pochissima gente, forse la maggior parte era a pranzo coi parenti.. con noi solo qualche combriccola di immigrati che festeggiavano insieme all'ombra degli alberi.


Dopo una bella giocata digestiva tra scivoli e altalene siamo tornati in centro città a visitare la nostra meta principale, la collezione di sculture iperrealistiche di animali preistorici disposte nelle aree all'aperto dello Urban Center (e il loro making of).




Siamo stati un po' furbi e un po' fortunati: furbi perché essendo andati a Pasqua appena dopo pranzo c'erano pochissimi altri visitatori (mentre più tardi la mostra si è riempita), e fortunati perché come guida ci è capitato nientepopòdimenoche Alessandro Carpana.


Ovviamente non lo sapevamo chi fosse, durante il percorso. Era semplicemente un paleontologo giovane e simpatico, grondante di passione per i suoi studi e prodigiosamente informato su tutti i particolari dell'esposizione, nonché particolarmente generoso nel fornire dettagli sulle ultime scoperte scientifiche nel ramo.. Tipo: sapete chi sono questi adorabili "pulcini" protopiumati?


E di chi potrebbe essere figlio questo simpatico Dracorex?


E perché questa riproduzione di Tirannosauro è un po' datata?


Qualche risposta si trova già qui, per chi è proprio curioso, ma Alessandro le racconta meglio, ve lo assicuro.

foto di Danyg

Peraltro Alessandro è il Presidente dell'Associazione Paleontologica Parmense Italiana (che ha collaborato all'organizzazione della mostra) e promotore di una new wave della paleontologia italiana, un po' più lontana dalla polvere delle teche mal illuminate e più vicina all'arte (alla paleoarte!), al fascino e allo spettacolo della scienza.
Noi? Ci siamo appassionati, incantati.. e iscritti all'APPI.



Poi qualcuno si è messo a giocare con i getti d'acqua della fontana poco distante ed ha rischiato di brutto.. ;-)

foto di Danyg

AGGIORNAMENTO LUGLIO 2013
La mostra è ora in corso a Monza... se siete curiosi leggete come Cì ci racconta una Sauronotte

mercoledì 4 maggio 2011

La tovaglietta di cartoncino plastificato fai da te. Per valorizzare un ricordo o creare con il proprio bambino un regalo personalizzato. TUTORIAL

Anni fa avevamo trovato un paio di fogli di un libro di scuola per bambini con le lettere dell'alfabeto illustrate e colorate. Bello, no?


L'avevamo fatto plastificare ed era diventato l'amata tovaglietta americana per la colazione (e non solo) del Pulce. Qui la vedete con gli angoli già arrotolati dall'uso intenso, accanto alla sabbiera croce-e-delizia del nostro portico.


L'idea mi era piaciuta molto, perché:
- è esteticamente valida
- è funzionale (la tovaglietta può essere usata da sola oppure appoggiata sopra la tovaglia grande, per proteggerla un minimo dai soliti disastri di macchie)
- è facile da pulire e resistente
- è un modo per avere spesso sotto gli occhi un ricordo o un bel disegno cui siamo affezionati (anche un disegno del nostro bambino!!)
- è gradita e pure istruttiva:  soprattutto piace al Pulce che, curioso, ha subito (dai tre anni) cominciato ad usarla come gioco, associando le figure alle lettere dell'alfabeto.
Punti critici: sarebbe meglio se fosse fatta di una gomma più pesante e più morbida, invece della plastificazione standard da copisteria, perchè è troppo rigida e mantiene eventuali pieghe. Soprattutto sarebbe meglio riuscire a rendere gli angoli arrotondati, io però non ci ho mai provato. Io ho adottato la soluzione più semplice e immediata, ma se trovate una soluzione più efficace, fatemi sapere!
Il post potrebbe finire qui perché st'idea potrebbe già bastare così. Però una mia amica ha appena traslocato...

- - -



Insomma avevamo per casa questa bella tovaglietta, unica nel suo genere e che ci piaceva molto.. così  quando il Pulce aveva 3 anni e mezzo io e il Pulce abbiamo deciso di realizzare tovagliette americane fai te personalizzate per la Santa Lucia degli amichetti del Pulce (scrivo l'età perché ovviamente condiziona i passaggi che un bimbo potrebbe realizzare più in autonomia!).
Abbiamo fatto così:

Materiale:

- fogli grandi di cartoncino colorato pesante, di quelli che si comprano interi in colorificio. Secondo me meglio liscio, per la plastificazione
- dei fogli leggeri e carte colorati, adesivi o disegnini stampati (o anche foto, vecchi francobolli, cartoline e così via....)
- forbici
- matita e gomma
- pennarelli
- colla stick
- brillantini

Abbiamo tagliato a metà il cartoncino colorato grande e pesante, in modo da renderlo delle dimensioni adatte all'uso, un po' più grande della nostra prima tovaglietta. Perchè l'esperienza ci aveva insegnato che se si fa una tovaglietta troppo piccola è più facile che si arriccino gli angoli con l'uso (si piegano sotto le braccia..)!
Mentre il Pulce faceva dei disegni coi pennarelli sulle carte colorate, io disegnavo i nomi dei bambini a cui erano destinate le tovagliette e li ritagliavo con le forbici. Poi ho disegnato qualche stella nella carta crespa dorata, l'ho ritagliata ed ho ritagliato i disegni del Pulce. A lui ho dato da colorare le lettere dell'alfabeto illustrate che avevo stampato da qui (mi pare), mentre io cercavo vecchi adesivi e stampavo e tagliavo stickers di dinosauri per completare la decorazione della tovaglietta di un bimbo più piccolo ma già (anche lui) appassionato di preistoria.


Poi, col Pulce, abbiamo disposto i nostri ritagli sui cartoncini grandi (la base delle tovagliette) per comporre i nomi e qualche decorazione sul "lato A" delle tovagliette, e il Pulce li ha incollati con la colla stick.


Abbiamo messo altre figure sul "lato B", ad esempio un intero alfabeto illustrato, o i numeri fino al 10, o tanti piccoli dinosauri, cercando di cogliere il tema che avrebbe più potuto interessare al destinatario.


E.. non abbiamo potuto fare a meno di completare il tutto con una buona dose di brillantini...
Infine ho portato tutto a plastificare.

Ora: questo lavoretto non l'avevo mai fotografato perché le tovagliette le avevamo fatte al volo, in una buia sera di trasloco, e regalate subito finite.

Ma eccone rispuntare una dal trasloco di un'amica. Mi dice che sta tovaglietta rosa dopo due anni è ancora perfetta e sempre molto apprezzata dalla bimba grande, ma anche la bimba piccina adora guardare le piccole figure. La fotografo al volo ed eccola qui, si vede che era destino.

martedì 3 maggio 2011

(Aiutare un bambino a... ) Decorare una tazza con i pennarelli per ceramica

Cavoli, i bambini di quattro o cinque anni hanno un gran senso grafico e figurativo! E' un peccato che debba rimanere "solo" sulla carta! Perché non lasciare il segno anche sulla stoffa e.. sulla ceramica?!?


Da quando l'anno scorso Paola di Homemademamma mi ha insegnato, con il post "Un regalo fai da te per Papà Ema: la tazzina dei dolcetti", che anche un bambino può decorare la ceramica e creare così un regalo super personalizzato, non mi sono data pace finché non sono riuscita a recuperare questi benedetti (e magici) pennarelli per farli testare al Pulce.


Niente da dire, risultato perfetto: lo scorso Natale abbiamo regalato le coloratissime tazze del Pulce ai nostri parenti ed amici più cari (con la chitarra per le zie rocchettare, il meteorite per il nonno e la collana per la nonna...).



Perché non si creda che ci siamo accontentati di realizzare decorazioni lineari e monocromatiche. Figuriamoci! Senza un'adeguata scelta di colori e teoria di soggetti il Pulce non ci si mette neanche.

Però non è così scontato che un disegno, pensato su una superficie piana e lievemente ruvida come la carta come è abituato a fare il mio bambino, dia lo stesso risultato con dei pennarelli diversi, su una superficie liscissima e convessa come quella delle nostre tazze.
Quindi sono qui a raccontarvi come ci siamo abituati un po' alla volta ai nuovi materiali e al nuovo supporto, nonché a svelare inaspettate potenzialità creative insite nella decorazione di un oggetto tridimensionale.

Primo passo: esercitarsi a disegnare sulle superfici curve


Il classico rotolo esaurito di carta igienica fa benissimo al caso nostro. Disegnare lì sopra insegna alla mano come si deve muovere e dice agli occhi che il disegno, sul cartone curvo, si percepisce in modo diverso.. dovremo stare attenti alle dimensioni se non vogliamo che si perda l'effetto finale desiderato!

Secondo passo: mettere la manina sulla mano della mamma, per non fare pasticcio

Tirarsi dietro il colore con la mano mentre si disegna e si maneggia la tazza (e combinare un disastro) è la cosa più facile che possa accadere. Tra l'altro non vedo come dei colori che si fissano eternamente sulla ceramica con una breve cottura a bassa temperatura possano essere atossici. Ho quindi pensato di aiutare il Pulce tenendo la tazza con la mano "a C", come nella foto sopra, e facendo appoggiare alla mia mano quella, piccina, del mio bimbo, come ad un ponticello, così.
Funziona.



Infine: un disegno, tre dimensioni


Il Pulce, che alla prima tornata di tazze era stato da poco al Circo, aveva aggiunto al disegno della nonna una bella tigre che balzava nel cerchio rosso di fuoco... del manico della tazza!!! C'est génial! ;-)


Ora: perché scrivere adesso questo post tutto sommato natalizio?
Intanto, con la luce di maggio le foto vengon meglio.. e poi perché sto giusto convincendo il Pulce a disegnare una tazza tutta per me.. per la festa della mamma! ;-)

lunedì 2 maggio 2011

Colori in ordine. Ovvero restyling cromatico di una vecchia cassettiera IKEA



Il Pulce, a partire da un anno e mezzo, è passato dai pastelli a cera ai pennarelli a punta grossa, ed ora a quelli a punta fine. Gestire lo spazio per i colori è diventato sempre più complesso: avevamo diverse scatole in giro ma era un caos.
La nonna ultimamente aveva provato a "far ordine", ma ad un certo punto mi sono accorta che la qualità dei disegni del Pulce era scaduta di molto....ecco la spiegazione:


La soluzione ideale (e molto montessoriana), sarebbe stata procurarsi (o cucire) un porta colori come questo per ogni tipo di materiale, ma ho ritenuto più pratico, per ora, dividere i colori nei cassettini della piccola ,vecchia cassettiera IKEA in legno che giaceva da anni inutilizzata al Campo.

Così, un bel mattino, ho messo sotto il Pulce con acrilici e pennelli e le abbiamo dato una bella rinfrescata.


Oggi i colori, depurati dai doppioni e dagli esausti, si presentano così. Mi pare sufficiente.


Sulla cassettiera c'è un nome per ogni cosa, scritto coi pennarelli indelebili.
Ogni nome con un carattere diverso ... il Pulce mi ha chiesto di insegnargli lo stampatello minuscolo, ed io ho cercato di cogliere quest'occasione..  ;-)


L'immagine simbolo della giornata? Questa: colore puro. Quasi un peccato lavarlo via!


P.S.: HomeMadeMamma ospita gentilmente la nostra cassettiera nella sua nuova rubrica "Una casa creativa", ovvero qui!
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